Angelino Alfano, ora ministro della Giustizia, è da tempo tra i papabili su cui il premier Silvio Berlusconi fa maggior affidamento come suo successore. “Ma voi che ne pensate di Angelino Alfano? E’ una persona seria e preparata. Io prima o poi  dovrò ritirarmi, ma non voglio lasciare il Paese in mano ai comunisti”. Le seguenti battute sarebbero state fatte ieri dal Cavaliere in un incontro a Palazzo Grazioli con i cofondatori del Pdl: Giovanardi, Rotondi e Caldoro. Non è l’unica indiscrezione, secondo quanto riporta l’Agi, di una riorganizzazione all’interno del Pdl. Due giorni fa, infatti, si sono incontrati molti ministri, tra questi: Alfano, Prestigiacomo, Frattini, Carfagna, Gelmini, Fazio e Romani a cena, in un ristorante in via Veneto.

Sul tavolo: il rilancio del partito che dovrà passare attraverso il superamento della formula attuale del triumvirato, la revisione del meccanismo delle quote e l’incompatibilità per chi svolge doppi incarichi. Prima del prossimo appuntamento elettorale, comunque, non sono previsti cambiamenti in via dell’Umiltà, ma le tensioni tra le correnti degli ex Forza Italia si fanno sentire.

Dopo le elezioni amministrative dovrebbe ripartire poi la fase congressuale del Pdl. Gli ex An vogliono ripartire dal territorio, rilanciarsi attraverso un vero tesseramento; la componente maggioritaria del governo – a sostenere le richieste c’è anche il sottosegretario Letta – punta al superamento del vecchio statuto e alla scelta di un coordinatore unico. Sbocco naturale anche per Denis Verdini che, con chi gli ha parlato, ha fatto notare di essersi speso per allargare la maggioranza e portare risultati concreti.

Alla cena, non era presente Scajola. L’ex responsabile dello Sviluppo economico avrebbe espresso perplessità nelle scorse settimane a ricoprire un ruolo ‘ex novo’ come quello di segretario, legato direttamente al presidente del Consiglio. Le stesse fonti rivelano che al Cavaliere sarebbe stato sottoposto un sondaggio secondo cui il 70% degli elettori Pdl non gradirebbero un ritorno del deputato ligure nell’esecutivo o ai vertici del partito.