La giunta per l’immunità parlamentare del Senato ha bocciato con 10 no e 9 sì la proposta del relatore del Pdl Alberto Balboni di negare la richiesta d’arresto per il senatore Alberto Tedesco fatta dalla procura di Bari nell’ambito dell’inchiesta sulla sanità in Puglia. La maggioranza si è spaccata perchè i due esponenti della lega non hanno partecipato al voto. Hanno votato contro la il documento Balboni otto del Pd, un esponente dell’Idv e uno dell’Udc.

Bocciando la relazione della maggioranza, l’opposizione compie un passo verso l’arresto del senatore Pd. Anche se ora la parola passa all’aula di Palazzo Madama che dovrà dare il suo voto definitivo alla richiesta formulata dalla Procura. Se nel voto si ripresentasse la stessa situazione, Tedesco, che si è già autosospeso dal partito, rischierebbe effettivamente l’arresto. Decisive saranno allora le posizioni dei senatori leghisti e quella dello stesso Pd, che ufficialmente si è schierato per “non intralciare il lavoro della magistratura” – parole di Anna Finocchiaro – ma al cui interno la decisione è sofferta al punto di creare spaccature, soprattutto al momento del voto.

La Giunta delle immunità del Senato, riunita ieri dalle 17, aveva deciso nel pomeriggio di riascoltare l’ex assessore alla Sanità della Puglia. Il relatore, il senatore del Pdl Alberto Balboni, ha riferito che la decisione di audire di nuovo Tedesco “se la sono votati da soli i senatori del Pd perché noi non abbiamo partecipato al voto”. “Se si vuol perdere tempo – aveva aggiunto polemicamente Balboni – c’è chi vuol perdere tempo”.

Ieri pomeriggio Tedesco aveva chiesto alla commissione d’inchiesta sul Servizio sanitario nazionale guidata da Ignazio Marino di desecretare gli atti di un’inchiesta svolta dalla Guardia di Finanza nel 2007 proprio sul conflitto di interessi dello senatore nello svolgimento della sua attività di assessore alla sanità pugliese. Secondo il senatore, infatti, negli atti dell’inchiesta sono contenuti elementi a lui favorevoli per respingere le accuse.

Al termine di una riunione in cui non sono mancate le tensioni, la commissione aveva poi stabilito di dare tempo ai senatori fino a martedì prossimo per accedere al faldone dell’inchiesta, prima di votare per togliere o meno il segreto, visto che l’inchiesta è stata condotta, come riferisce Marino, “nella precedente legislatura. Senza entrare nel merito della questione – ha aggiunto il chirurgo – ma nel meccanismo del diritto, è legittimo che il senatore Tedesco ci abbia avanzato questa richiesta”. Intanto il presidente della commissione ha scritto una lettera al presidente del Senato, Renato Schifani, e allo stesso Tedesco, per informarli della decisione della commissione.

Secondo l’esponente del Pd, Francesco Sanna, “la maggioranza si è spaccata nel votare la relazione”. La “decisione dei due senatori della Lega di abbandonare la giunta e quindi non votare è stata determinante”. Sanna sostiene che i due senatori leghisti hanno deciso di non votare “perché hanno detto di essere contrari all’ipocrisia del senatore Tedesco che diceva di non volersi avvalere di un salvacondotto e chiedeva di essere processato”. In ambienti Pd, invece, si ritiene che la scelta dei due senatori del Carroccio sia dovuta al malumore per la scelta di negare la richiesta di arresto sulla base di carte inviate dai magistrati su cui non c’è fumus persecutionis, salvando così un esponente considerato della casta accusato di illeciti nella gestione della sanità in una regione del sud.

Motivo per cui, annuncia Maurizio Gasparri, il Pdl non parteciperà al voto in aula al Senato. “Abbiamo già espresso la nostra posizione di principio in modo molto chiaro in Giunta. La nostra posizione – ribadisce è molto chiara: per noi non c’è fumus persecutionis e non ci sono motivazioni per l’arresto di Tedesco, fermo restando la gestione scandalosa della sanità in Puglia”.