Gli studenti bolognesi si mobilitano contro il carobus. Il collettivo Cas, che riunisce giovani iscritti a diverse scuole superiori della città, ha organizzato per venerdì 15 aprile il Free Movement Day, ossia una giornata di proteste contro l’aumento delle tariffe Atc. L’appuntamento è fissato per le 9 in piazza XX Settembre. Tra le adesioni, che stanno aumentando veloci grazie al tam tam su Facebook, anche quella del collettivo autonomo degli universitari.

Ma gli organizzatori auspicano una partecipazione ancora più ampia: “Speriamo non sia una mobilitazione limitata solo all’ambiente studentesco – sottolinea Luca, componente del Cas – vorremmo che anche la cittadinanza partecipasse per esprimere il proprio disagio”. Lo scopo della giornata è riuscire ad avviare un dialogo con l’azienda dei trasporti. “L’Atc non può rimanere indifferente di fronte a tali iniziative – continua Luca – deve accogliere almeno parte delle nostre richieste per dimostrare di voler rispondere a un malcontento diffuso”.

Diverse le proposte che gli studenti vogliono portare all’attenzione dell’azienda, tra cui anche provvedimenti mirati proprio ad alleggerire i costi dei trasporti per le fasce più giovani. Come lo sconto del 30% sugli abbonamenti annuali, e l’istituzione di fasce orarie coincidenti con gli orari di inizio e di fine lezione in cui i ragazzi possano viaggiare gratuitamente.

La manifestazione del 15 arriva a due mesi dal lancio della campagna “Atc, non puoi rubarci la città!”, avviata dagli attivisti dei collettivi subito dopo l’introduzione delle nuove tariffe. Già da diverse settimane gli studenti portano avanti “uno sciopero del biglietto”, distribuendo alle persone che aspettano il bus volantini ironici con cui si sollecita “la clientela a non pagare di fronte a inaccettabili aumenti di prezzo”. Sui manifesti anche un falso simbolo Atc, che non è passato inosservato e che ha ufficialmente aperto la battaglia tra studenti e azienda. Quest’ultima ha infatti fatto sapere che “l’utilizzo fraudolento del marchio sarà perseguito a norma di legge”.

Sul fronte dei trasporti gli studenti bolognesi sono i più penalizzati d’Italia. Con gli aumenti scattati dal 1 febbraio, un abbonamento mensile studentesco è passato da 24 euro a 27 euro. Mentre per quello annuale si sale a 220 euro. Cifre lontane da quelle applicate nel resto d’Italia, dove le agevolazioni dedicate a chi studia sono più consistenti. A Milano il ticket mensile per bus, tram e metro costa 10 euro in meno di quello bolognese. Stessa storia a Torino e a Roma dove si paga 9 euro in meno di Bologna. Peggio solo Napoli, dove non ci sono agevolazioni sugli abbonamenti mensili e gli studenti sono costretti a pagare la tariffa base di 36,70 euro (ma l’annuale costa meno di quello bolognese).