ballando con le stelledi Michela Murgia*

È proprio da finale di carriera accompagnarsi sempre e solo a gente di cultura; lo cantava Fossati e lo penso un po’ anche io in certi sabati sera, quando mi prende la voglia di abbassare la guardia, inventare una scusa per mancare all’ennesimo happening letterario e restare a casa a godermi in segreto la mia più inconfessabile passione televisiva: Ballando con le Stelle. Amo l’idea un po’ sadica che si cimentino con il ballo anche persone che vengono dai più disparati campi professionali. Mi piace veder sciogliere le loro rigidità e osservarle sfidare il timore di apparire buffe davanti a milioni di persone. E’ bello scorgere sui loro visi la soddisfazione reale di essere riuscite in una cosa che prima di iniziare non credevano di poter fare davvero. Per godermi questa piccola escalation psicologica sono disposta a subire anche l’altrimenti indigeribile giuria tecnica della trasmissione.

Sabato scorso Ballando con le Stelle mi ha offerto però qualcosa di più della solita casereccia gara di merengue: la ramanzina subìta dalla bella giornalista del TG1 Barbara Capponi, colpevole di essere troppo vestita e di non muoversi nel ballo in modo abbastanza provocante. La concorrente aveva il torto artistico di essere abbigliata “come un’Orsolina”, cioè con un abitino sobriamente scollato e corto appena sopra il ginocchio. In un paese dove è considerata normale l’inquadratura ginecologica di una donna in perizoma, la scelta della Capponi di tenersi le cosce coperte deve essere sembrata un inaccettabile affronto al sistema. Nell’ordine, la sovversiva giornalista ha dovuto subire: una lezione sulla “sensualità” tenuta da Fabio Canino; un fervorino della coreografa Carolyn Smith sulla necessità di “lasciarsi andare” e infine la predica di un Guillermo Mariotto in vena di concessioni, per il quale se proprio la Capponi non riusciva a essere sensuale, almeno provasse a fare un po’ la “simpatica”.

Anche i modi composti della giornalista sono stati ridicolizzati come un suo problema psicologico: Mariotto l’ha invitata a sciogliere le mani che teneva graziosamente intrecciate e ad assumere una posa “da donna normale”, lasciando alla nostra fantasia il compito d’indovinare la postura della “una donna normale” secondo lui. Barbara Capponi, anche se messa a disagio da quel fuoco di fila contro il suo modo di essere femminile, ha comunque trovato lo spirito per rispondere:  “Io credo che ci siano altre cose, il sorriso, l’autoironia, si può essere sensuali anche così…”.

Cara Barbara, hai ragione, ma non nella televisione italiana. Persino nella prima serata di Rai 1 nessuna donna può pretendere di essere sensuale solo sorridendo. Come minimo deve mostrare anche le cosce, altrimenti passa per frigida, antipatica, psicologicamente rivedibile e anche scadente nel ballo.

* Scrittrice

Saturno, Il Fatto Quotidiano, 18 marzo 2011