Berlusconi e i suoi avvocati (foto da infosannio.wordpress.com)

All’inizio c’erano Cesare Previti, Vittorio Dotti, Domenico Contestabile, Gaetano Pecorella e Michele Saponara. Ora la vecchia guardia, che annovera anche uno dei fondatori di Forza Italia come il liberale Alfredo Biondi, ha poco a poco ceduto il passo agli emergenti Niccolò Ghedini e Piero Longo, in prima linea nel difendere gli interessi di Silvio Berlusconi nei processi da “tempesta perfetta” dei prossimi mesi (Mediatrade, Mediaset, Mills e caso Ruby).

Dal 1994, anno della discesa in campo, tanta acqua è passata sotto i ponti e anche gli avvocati-parlamentari del leader sono cambiati. Tra le new entry oltre a Ghedini, anche una schiera di legali, soprattutto penalisti, pronti a scovare cavilli giuridici e a sfornare proposte legislative pro Cavaliere. Ora è il momento del giovane Enrico Costa, testa di ponte del presidente del Consiglio in commissione Giustizia a Montecitorio, figlio del leader liberale Raffaele. Nel “paccheto di mischia” del premier spiccano il bellunese Maurizio Paniz (sua la arringa difensiva in aula sul caso Ruby) e Francesco Sisto. Ma anche l’avvocato cassazionisa originario di Taranto, Luigi Vitali, membro della Consulta giustizia del Pdl e autore della discussa proposta di legge sui termini di prescrizione.

Alla lunga schiera di legali-parlamentari del leader del Pdl, si aggiungono il deputato catanese Salvatore Torrisi, componente dell’Antimafia, e gli scajoliani Massimo Maria Berruti e Ignazio Abrignani (quest’ultimo è responsabile elettorale nazionale del partito e cura le cause civili). Avvocato è anche Anna Maria Bernini, deputata emergente del Pdl, indicata da molti come prossimo viceministro, e volto tv berlusconiano.

Senza contare Maurizio Bianconi, vicepresidente del gruppo alla Camera, Donato Bruno, presidente della commissione Affari costituzionali di Montecitorio, Roberto Cassinelli, Manlio Contento ex An, il penalista Giancarlo Pittelli e Jole Santelli. Anche al Senato Berlusconi può contare su un drappello azzurro: da Longo al sottosegretario alla Giustizia Elisabetta Alberti Casellati al presidente della commissione Giustizia di palazzo Madama, Filippo Berselli, fino a Giuseppe Valentino. Oltre ai tanti avvocati, molti provvedimenti sulla giustizia a favore di Berlusconi sono legati al nome di alcuni parlamentari. Tra questi, Edmondo Cirielli, attuale presidente pidiellino della Provincia di Salerno e della commissione Difesa di Montecitorio, che nel dicembre 2005 si fece promotore di una legge sul regime della prescrizione che poi sconfessò a causa delle profonde e non condivise modifiche apportate dal Parlamento (da qui la ex Cirielli).

Anche la legge Cirami sul legittimo sospetto, bollata come “salva Berlusconi” dalle opposizioni, prese il nome dall’allora senatore dell’Udc, Melchiorre Cirami. E’ legato poi al Guardasigilli Angelino Alfano, il cosiddetto lodo Alfano sulla sospensione dei processi per le alte cariche dello Stato che riproponeva, corretto, il vecchio lodo Schifani presentato all’allora capogruppo di Fi, Renato Schifani, che oggi occupa lo scranno più alto di palazzo Madama.