Sulle sanzioni Ue alla Libia “nonc’è nessun veto da parte dell’Italia. In sede Ue si potrà ben discutere circa le sanzioni” ha detto il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano. Accolte così anche le preoccupazioni espresse dai ministri della Difesa e dell’Interno in giornata.

“L’Italia non può farcela da sola”. Roberto Maroni ha espresso le preoccupazioni relative alla situazione libica al termine della riunione a Bruxelles con gli altri ministri dell’Interno della Ue. “L’Italia – ha detto il capo del Viminale – può fronteggiare l’emergenza immigrati causata dalle rivolte in Nordafrica ma non per tanto tempo”. L’Italia, ha aggiunto, “teme una crisi umanitaria catastrofica”.

Il ministro della Difesa, Ignazio La Russa, è intervenuto nel tentativo di fermare le polemiche in merito alla fornitura di armi da parte dell’Italia. “Come in Egitto stanno rispettando gli accordi, ci auguriamo che anche in Libia continuino a farlo e al momento non abbiamo nessun motivo di dubitare che il trattato Italia-Libia rimanga”, ha detto. “E’ l’applicazione del trattato che, quando ci sono situazioni di questo genere, vacilla. Il trattato non prevede genericamente la fornitura di armi da parte dell’Italia e in questo momento non stiamo sicuramente fornendo armi alla Libia”.

Per quanto riguarda le violenze, La Russa, si è soffermato sulle fosse comuni individuate sulle spiagge di Tripoli. “Mi agitano molto”, ha detto.  “Sono immagini -aggiunge il ministro della Difesa- che ricordano i momenti più bui della storia dei popoli. Pochi giorni fa abbiamo ricordato le foibe ed è orribile che ancora oggi si verifichino episodi del genere”. Inoltre, La Russa ha invocato l’intervento della Ue. “Auspichiamo non solo un intervento umanitario ma anche strutturale da parte dell’Unione europea. E’ assolutamente necessario che l’Ue contribuisca alle soluzioni e alle risposte da dare in Libia che non possono essere riservate solo ai Paesi limitrofi”, ha detto. L’intervento dell’Ue e’ necessario, aggiunge, “sia per la governance e il sostegno ai flussi migratori, che in parallelo per intraprendere una azione tesa a impedire le violeneze e la violazione dei diritti umani”.

Anche il Capo dello Stato, stamani, ha invocato l’intervento della Ue. “L’Europa si adoperi decisamente a trovare una politica mediterranea comune”, ha detto Giorgio Napolitano in un’intervista rilasciata al quotidiano tedesco Die Welt. “Credo che l’Europa, negli anni passati, sia stata un po’ disattenta nei confronti degli sviluppi nel Nord Africa. Abbiamo sottovalutato l’aggravarsi dei problemi di larghe masse popolari, abbiamo ritenuto che i regimi  fossero stabili e non corressero rischi estremi. L’Europa si adoperi decisamente a trovare una politica mediterranea comune”. Napolitano, da ieri in Germania per una visita di Stato, oggi incontrerà il cancelliere Angela Merkel per parlare anche della drammatica situazione libica, dell’emergenza umanitaria e dei problemi legati ai prossimi flussi migratori.

Sulla drammaticità della situazione libica sono puntati ormai gli sguardi di tutti paesi. Il premier russo Vladimir Putin si è detto preoccupato delle possibile conseguenze sul Caucaso del Nord.  “Noi siamo preoccupati perché, nonostante i discorsi rassicuranti sulla presenza dei gruppi radicali nel Nordafrica, se questi dovessero prendere il potere, ci sarebbero conseguenze dappertutto nel mondo, incluso il Caucaso del Nord”, ha avvertito Putin, al termine di un incontro a Bruxelles con il presidente della Commissione europea, Jose Manuel Durao Barroso.

Lunedì mattina si riunirà a Ginevra il Consiglio per i diritti umani delle Nazioni Unite, dedicato alla crisi in Libia. Il presidente Barack Obama ha deciso di inviare il segretario di Stato Usa, Hillary Clinton. Obama, ha anche deciso di inviare il sottosegretario di Stato, William Burns, che ieri era a Tunisi dopo essersi fermato al Cairo, in alcune capitali europee al fine di “intensificare le consultazioni con gli alleati e i partner sulla situazione in Libia”. L’assistente del segretario di stato per il Medio Oriente, Jeffrey Feltman, ha iniziato una missione che lo porterà nel Barhain, nel Qatar, in Kuwait, Oman e negli Emirati arabi uniti. La crisi, ha detto ieri sera il Presidente americano, “non è semplicemente una preoccupazione degli Stati Uniti. Il mondo intero sta guardando (quanto accade in Libia, ndr). Coordineremo la nostra assistenza e le misure in risposta alle violazioni insieme alla comunità internazionale”, ha sottolineato, precisando che in questo momento “è imperativo che le nazioni e le genti del mondo parlino con una sola voce”. Obama ha condannato “con forza” la repressione dell’opposizione da parte delle autorità al potere in Libia come “oltraggiosa e inaccettabile”, come una “violazione delle norme internazionale e di ogni standard di correttezza”. E ha aggiunto: “La violenza deve fermarsi”.