Le bunga bunga girls al carnevale di Cento. Ivano Manservisi, patron della manifestazione, ci crede: “L’evento è previsto per il 27, ne stiamo parlando con Lele”. Mora, naturalmente. Dopodiché chiarisce: “Non una sola ragazza. Noi vogliamo tutto l’harem del presidente”. L’impresario dei vip ci sta pensando seriamente. Del resto, lui da sempre è uno dei registi di questo carnevale. Poco importa che sia indagato per favoreggiamento della prostituzione. Poco importa che dovunque le papi girls siano andate, abbiano incassato quasi sempre e quasi solo fischi. “Qualche giorno, al massimo la settimana prossima sarò in grado di darvi i dettagli”. Manservisi è ottimista. La sua Cento Carnevale spa ha tutte le carte per riuscire nell’impresa. Di più: può contare su finanziamenti pubblici erogati dalla Provincia di Ferrara. Gli stessi con cui dovrebbe pagare le ragazze del bunga bunga.

Il progetto sembra essere in via di definizione nonostante la stessa Provincia di Ferrara, attraverso il suo presidente, Marcella Zappaterra, abbia minacciato di chiudere il rubinetto dei finanziamenti pubblici alla manifestazione. Anche a costo di perderla. Manservisi, però, replica: “Le vogliamo tutte sul palco le ragazze. Non vedo cosa ci sia di male, è una carnevalata nell’ambiente più appropriato. Ma di più non posso dire. Contatti in corso, ma c’è da pazientare ancora qualche giorno, poi lo sapranno tutti. D’altronde la stessa Iris Berardi (finita nell’inchiesta sulle serate di Arcore come una delle ospiti più presenti) era qui l’anno scorso e due anni fa. Che male c’è? Lele poi è di casa. Lo conosco da 25 anni, quando lui faceva ancora il parrucchiere”.

Proprio a Cento Mora notò per la prima volta Iris e la convinse a lasciare l’Emilia Romagna, promettendole sfaceli, per trasferirsi a Milano. Dove, a detta del manager più famoso delle veline, sarebbe dovuta diventare indossatrice. Quella prima domenica di marzo, quando Mora incontra la Berardi a Cento, oltre al manager oggi inquisito per sfruttamento della prostituzione, c’è anche Alfonso Signorini, uno dei giornalisti e direttori più potenti nella galassia Mondadori-Mediaset.

Manservisi nell’ambiente ci sta da sempre ed è abituato ai colpi di teatro: da Cento sono passati tutti, la scuderia al completo di Mora, ma anche Ursula Andress, Dustin Hoffman, addirittura, nel 2003, l’arbitro Byron Moreno, odiato da tutta Italia perché ritenuto colpevole dell’esclusione dell’Italia ai campionati del mondo in Corea un anno prima. Manservisi, allora, hanno accettato le ragazze? “Ne sto parlando con Lele e non solo con lui”, dice. Sicuramente la presenza delle Bunga Bunga girls a Cento ha un’altra autorevole conferma dal settimanale Chi, quello diretto proprio da Signorini, che annuncia l’evento in un trafiletto. Lo stesso che annunciava il cambio alla direzione del Tg4, notizia che, seppur relegata in poche righe, pare abbia mandato su tutte le furie Emilio Fede.

Manservisi con la sua società gode di finanziamenti da parte del Comune, della Provincia di Ferrara e della Regione Emilia Romagna. La società è  sua, così come il marchio, e Manservisi, al quale più di una volta il Comune ha cercato di sottrarre la gestione della carovana, ha praticamente carta bianca sull’organizzazione. Vero che risultati, nel corso degli anni, ne ha fatti. Uno su tutti quello di riuscire a strappare un gemellaggio con il carnevale di Rio. Ma non solo: ogni anno porta a Cento decine di migliaia di persone, fa pagare il biglietto a tutti e costruisce campagne stampa sul niente. Un mago del “purché se ne parli”.

Questa volta, però, rischia. Il Pdl, naturalmente, anche a livello locale tace, la Lega si è posizionata sul chivalà, ma ha fatto intendere che l’operazione Bunga Bunga ai vertici del Carroccio non piace per niente. E il presidente della Provincia di Ferrara, Marcella Zappaterra del Pd, ha affidato ai giornali un comunicato stampa durissimo, dove minaccia di tagliare i fondi pubblici alla manifestazione: “Come tanti, anch’io dopo aver appreso la notizia secondo la quale l’organizzatore del Carnevale di Cento avrebbe inserito Ruby tra i testimonial della manifestazione mi sono non solo preoccupata, ma anche un po’ irritata. Il Carnevale di Cento è una manifestazione importante, che riceve anche finanziamenti pubblici in virtù del fatto che rappresenta un’ottima vetrina per il nostro territorio. E’, infatti, il suo valore come strumento di promozione del territorio e di coinvolgimento di tante persone e di tante famiglie la ragione per la quale l’amministrazione provinciale sostiene questo evento con risorse dirette e indirette, non certo perché diventi occasione per dannose provocazioni. La presenza di Ruby e di altre ragazze di quel giro, al centro di vicende che stanno dividendo il Paese e determinando uno scontro istituzionale senza precedenti, rappresenterebbe proprio questo: una provocazione. Il rischio che si corre è quello di trasformare una festa in un’occasione di scontro politico, con reazioni e contraccolpi che non siamo in grado di prevedere. Sarebbe quindi il caso che gli organizzatori ci ripensassero, per consentire a tutti di godersi lo spettacolo senza doversi chiedere se sia o meno opportuno assistervi (l’ultima apparizione di Ruby in una discoteca ha scatenato pesanti reazioni da parte del pubblico in sala) e senza che le pubbliche amministrazioni si trovino costrette a valutare se sia o meno il caso  di continuare a finanziare il carnevale. Inevitabilmente, certe scelte costringerebbero a serie riflessioni da parte di chi come me deve rendere conto ai cittadini dell’utilizzo delle ormai scarse risorse”.