Il caso Ruby corre veloce verso la richiesta di giudizio immediato. Oggi, infatti, il procuratore di Milano Edmondo Bruti Liberati ha fatto sapere che la richiesta sarà inviata al gip di Milano tra lunedì e martedì. Si tratta, naturalmente, della richiesta per il solo Silvio Berlusconi. Per gli altri tre indagati (Lele Mora, Emilio Fede, Nicole Minetti) si procede con il rito ordinario attraverso una richiesto di rinvio a giudizio da discutere davanti al giudice per le indagini preliminari. E questo perché la richiesta di rito immediato è possibile solo se l’indagato è iscritto da meno di tre mesi. Domani, intanto, la Camera voterà la richiesta di perquisizioni negli uffici di Giuseppe Spinelli, storico tesoriere del Cavaliere. Il 14 gennaio scorso, infatti, Spinelli non fece entrare gli agenti di polizia sostenendo che le stanze di Milano 2 erano di pertinenza della presidenza del Consiglio. Da qui la necessità da parte della procura di Milano di inviare la richiesta alla giunta per le autorizzazioni a procedere di Montecitorio. Passaggio obbligato e forse voluto dagli stessi magistrati. In questo modo infatti gli atti inviati sono diventati quasi subito di dominio pubblico. Nel frattempo la giunta, accogliendo la tesi del Pdl (Berlusconi telefonò alla questura nel pieno delle sue funzioni visto che si trattava della nipote di Mubarak), ha deciso di rimandare le carte a Milano, definendo competente il tribunale dei Ministri. Una decisione inquinata dalle ultime rivelazioni di Nicole Minetti. L’ex igienista dentale del premier a verbale ha detto che mai il Cavaliere le disse che Ruby era parente del presidente egiziano. Fin dala vigilia, dunque, il voto (palese) della Camera appare viziato.

I problemi, però, non finisco qua. In queste ore, infatti, i magistrati di Milano stanno discutendo sulla possibilità di separare i reati contestati al premier. In sostanza si sta valutando se chiedere il processo con rito immediato per Silvio Berlusconi, indagato per concussione e prostituzione minorile, solo per il primo reato contestato o per entrambi. Da quanto si è appreso ci dovrebbe essere nelle prossime ore una riunione per sciogliere definitivamente il nodo, per altro già affrontato nei giorni scorsi, in quanto in base a una sola sentenza della Cassazione non si può procedere per tutti e due i reati quando uno non lo consente. In questo caso la prostituzione minorile è un reato a citazione diretta (il pm può mandare a giudizio direttamente in Tribunale) e non prevede la richiesta di giudizio immediato.

Intanto, per il premier si avvicinano le scadenze di altri processi. Oggi, il gip di Milano Maria Vicidomini, ha fissato per il prossimo 5 marzo, sabato, l’udienza preliminare per la vicenda dei diritti tv e cinematografici Mediatrade, nella quale, tra gli altri, è imputato Piersilvio Berlusconi, vicepresidente Mediaset. La convocazione dell’udienza è stata notificata via fax ai vari studi legali. Il 28 febbraio prossimo, invece, è fissata l’udienza per il processo Mediaset.

(l. f.)