Nessuna estradizione per l’ex terrorista rosso Cesare Battisti. Secondo indiscrezioni di stampa, è questa la decisione del presidente brasiliano, Inacio Lula da Silva, che ha la parola finale in materia. Lula sconfesserebbe così il Supremo tribunale federale brasiliano, che nel novembre 2009 autorizzò l’estradizione di Battisti, condannato all’ergastolo in contumacia in Italia per quattro omicidi compiuti negli anni di piombo, quando militava nei Pac (Proletari armati per il comunismo). Lula ha confermato di aver già preso una decisione, ma non ha anticipato quale sia: “La posso annunciare solo dopo la firma”, ha detto parlando con i giornalisti.

Secondo il sito dell’emittente Globo News, Lula annuncerà entro il 31 dicembre la decisione di non concedere l’estradizione, perché “il governo teme che esista un rischio di morte” dell’ex terrorista se “tornerà in Italia”. Il quotidiano brasiliano Folhia de S.Paulo scrive che ”Lula ha ricevuto ieri il parere dell’Avvocatura generale dello Stato, che raccomanda la permanenza in Brasile di Battisti. L’altro ieri il presidente aveva annunciato che avrebbe seguito la decisione dell’Avvocato generale dello Stato, Luiz Inacio Adams”.

Pronta la reazione di Alberto Torreggiani, figlio del gioielliere vittima nel 1979 di un omicidio, per cui Battisti è stato condannato come mandante. Torreggiani, che a causa del conflitto a fuoco è rimasto paralizzato, commenta: “Mi aspettavo una decisione simile. Vorrà dire che ci muoveremo in modo molto più deciso. Adesso bisogna fare qualcosa di veramente forte perché questa è una gran presa in giro. Questa non è tanto una questione personale ma la scelta apre un precedente molto pericoloso. Qualsiasi delinquente saprà di poter contare su una scappatoia, e questo non è giusto”.

Secondo il capogruppo dell’Idv in commissione esteri al Senato, Stefano Pedica, la mancata estradizione di Battisti “verrebbe vissuto dal nostro Paese come un affronto politico e di giustizia davvero grave”. Il deputato dell’Udc Luca Volontè commenta: “La considerazione che il mondo ha dell’Italia, spiace dirlo, è tutta nella decisione orripilante e offensiva del presidente Lula a favore del delinquente e pluriomicida Battisti”. Secondo Paolo Bolognesi, il presidente dell’associazione delle vittime della strage di Bologna, si tratterebbe di “un fatto gravissimo e indegno per una nazione democratica quale si definisce il Brasile”, ma soprattutto un “fatto che denota ancora una volta l’insufficienza e l’incapacità del governo italiano di tutelare la dignità del Paese e delle vittime del terrorismo”. Il ministro della Difesa Iganzio La Russa, che segue “con attenzione l’evolversi della vicenda” dichiara: “Nessuna decisione ufficiale è stata ancora presa dalle autorità brasiliane”.