L’Aula della Camera ha respinto la mozione di sfiducia presentata dall’Idv nei confronti del ministro per la Semplificazione Roberto Calderoli. La mozione e stata bocciata con 188 sì, 293 no e 64 astenuti. A favore della mozione hanno votato l’Idv e il Pd; Udc e Fli si sono astenuti. Il governo era al gran completo in Aula: il banco ad esso riservato nell’Emiciclo era completamente gremito di ministri e sottosegretari. Quando la vicepresidente Rosy Bindi si è levato un applauso dai banchi del centrodestra. Roberto Calderoli ha ricevuto le congratulazioni dei colleghi. “Susciterò invidie perchè ho preso più voti di Berlusconi”, ha detto. Anche il ministro per le Riforme, Umberto Bossi, dichiara di essere soddisfatto per il voto della Camera sulla mozione: “Dove c’è la Lega va sempre bene”.

In aula il ministro si era difeso respingendo le accuse contenute nella mozione di sfiducia. “Non ho mai mentito al Parlamento”, ha detto difendendosi dall’accusa di aver mentito al Parlamento accusato di aver fatto abrogare il reato di associazione militare di stampo politico per evitare il processo a 36 camicie verdi scaricandone la responsabilità su un comitato scientifico del ministero della difesa. Il ministro, presentando nuove carte e verbali di riunioni, ha ribadito la sua linea: la scelta di abrogare la norma “risponde a una scelta effettuata dal comitato tecnico incaricato della redazione dello schema di codice dell’ordinamento militare”. Secondo Calderoli “è di evidenza solare che la volontà di procedere a tale abrogazione non appartiene al’ufficio di cui sono responsabile quale ministro per la semplificazione normativa”. Ad aver mentito al Palamento, sottolinea il ministro, è stato dunque il presidente del comitato tecnico che “ha voluto scientemente attribuire ad altri responsabilità che erano e non possono che rimanere proprie. Auspico che queste sue responsabilità siano accertate nelle sedi competenti, Consiglio di Stato e Procura della Repubblica, con lo stesso zelo che è stato utilizzato nei miei confronti”.

Per l’Italia dei Valori ha replicato Leoluca Orlando. “Il terzo polo, dopo aver condiviso tutte le nostre censure al ministro Calderoli, si è pilatescamente e contraddittoriamente astenuto. È veramente deplorevole la subalternità dei rutelliani, dell’Udc e dei finiani alle menzogne del ministro del Carroccio, nell’esercizio della delicatissima funzione legislativa esercitata dal governo per delega.  Una manina ha abrogato in maniera inaccettabile la previsione penale delle organizzazioni di tipo militare per scopi politici. In questo modo è stato sbianchettato il reato di cui erano accusati 36 esponenti leghisti. Il ministro Calderoli ha sulla sua coscienza il fatto di aver mentito al Parlamento ed ha avallato una legge ad personas, dando ai criminali – conclude – la licenza di organizzarsi in forma militare per scopi politici”.