Il dibattito sulla figura radicale e sulle idee anti-islamiche del reverendo americano Terry Jones si è riacceso, questa volta nel Regno Unito, a seguito di contrastanti notizie sulla sua possibile visita per parlare a una dimostrazione organizzata da gruppi di estrema destra. La notizia della visita era stata resa pubblica dal sito del pastore, in cui si confermava il suo invito ad un meeting organizzato in Inghilterra dalla English Defence League (EDL), un gruppo di estrema destra in forte crescita. L’evento si terrà a Luton, fuori Londra, il prossimo 5 febbraio.

Nel comunicato web si legge che Terry Jones – che dirige il Dove World Centre, una comunità cristiana autonoma in Florida che conta una cinquantina di fedeli – “parlerà contro il male e la distruttività diffusi dall’Islam in favore della battaglia contro l’islamificazione dell’Inghilterra e dell’Europa”. La notizia dell’imminente visita è stata accolta con grande allarme da diversi parlamentari e da gruppi antirazzisti, che hanno fatto pressioni sul ministro dell’interno, Teresa May, per vietare l’entrata nel Paese al pastore.

Hope not Hate, organizzazione antirazzista che ha lanciato un appello per impedire la visita di Jones, ha detto in un comunicato: “La presenza del pastore Jones a Luton sarà incendiaria e altamente pericolosa; attirerà migliaia di estremisti EDL che si scateneranno per le strade, con possibili rischi per l’incolumità dei musulmani nel Paese. L’estremismo genera odio, e l’odio genera violenza.”

L’EDL, che dichiara di opporsi a quella che chiama una “crescente islamizzazione fondamentalista dell’Inghilterra” ma nega ogni deriva razzista o islamofobica, è stato protagonista di molte dimostrazioni negli ultimi mesi, caratterizzate da disordini e violenze. L’ultima volta che ha marciato per le strade di Luton, 250 dimostranti hanno devastato il quartiere asiatico della città, aggredendo passanti, rivoltando macchine e rompendo vetrine. Lo scorso fine settimana è stata la volta di Peterborough, in cui una marcia degenerata in scontri ha portato a dozzine di arresti e denunce per effrazione, aggressione e possesso di armi. Simili risultati si sono visti, prima ancora, a Leicester, Blackburn, Nottingham e in altre località.

Uno dei personaggi di spicco dell’EDL è Jeff Marsh: 44 anni, padre di due figli, e con una lunga carriera da hooligan e tre soggiorni nelle galere di Sua Maestà alle spalle – nel 1989 venne condannato a due anni per aver accoltellato due tifosi del Manchester. E’ un tipo simpatico, Jeff Marsh. Nella sua autobiografia degli anni passati in giro per gli stadi, diffusa online, scrive: “Per molti di noi, avere un coltello nella tasca posteriore era quasi un modo di vestire, come mettere il gel sui capelli. Non potevi uscire di casa senza averne uno.” Abbandonata la curva, ora è uno dei principali organizzatori dei meeting EDL. Intervistato su BBC Radio4, Terry Jones ha detto due giorni fa: “Verrò in Inghilterra a portare un messaggio che credo sia molto positivo per l’English Defence League e per gli Inglesi.” Riguardo alla possibilità che la sua presenza generi disordini, Jones ha commentato: “Abbiamo dato la nostra parola che non faremo niente di illegale, o niente che possa causare episodi di violenza o insurrezione. Non ammetto la violenza in nessuna sua forma.”

Il ministro dell’Interno ha il potere di bandire Jones dallo stato, nel caso in cui la sua presenza sia un pericolo per la sicurezza nazionale, l’ordine pubblico o l’incolumità dei cittadini – o se si crede che le sue opinioni incitino alla violenza, all’odio o incoraggino azioni criminali o di rappresaglia. Questo potere va però usato con molta cautela, per tutelare la libertà di espressione e garantire a chiunque il diritto di esprimersi. Nel frattempo, l’EDL sembra essere tornato sui suoi passi. Si legge da un comunicato che l’invito al pastore è stato revocato. Il portavoce Guramit Singh ha spiegato l’inversione di rotta dicendo che il gruppo ha fatto “ulteriori ricerche” su Jones scoprendo alcune sue opinioni “razziste e omofobiche”. Dal sito di Jones si apprende però che altri gruppi di estrema destra, i famigerati National Front e British National Front, hanno reiterato l’invito al pastore nel Paese. Jones scrive di voler partecipare. Nick Lowles, portavoce di Hope not Hate, ha commentato il recente sviluppo: “Non ci fidiamo di Jones o dell’EDL e continueremo a chiedere al ministro dell’interno di vietargli l’entrata nel Paese.” Rimane la paura che la sua presenza, anche se non al meeting EDL, possa radunare frange di estremisti incitando all’odio razziale.

Il pastore della Florida era finito sotto i riflettori la scorsa estate quando, in occasione del nono anniversario dell’attentato alle Torri gemelle, minacciava di radunare tutte le copie del Corano su cui avesse potuto mettere le mani per farne un falò. L’International Burn-a-Koran Day, criticato anche dal presidente Obama che lo definì un evento “disastroso” che avrebbe alimentato le file degli estremisti islamici e del terrorismo, venne poi disdetto all’ultimo momento – con Jones che dichiarò: “L’obiettivo di mettere in luce i mali dell’Islam è stato raggiunto.”

di Davide Ghilotti