Il presidente della commissione Difesa della Camera dei Deputati, Edmondo Cirielli, in una interrogazione al ministro dell’Interno chiede se “vi siano state particolari condizioni e/o disposizioni che abbiano impedito al militare della Guardia di Finanza coinvolto negli scontri di Roma di ieri di fare uso della sua pistola d’ordinanza per legittima difesa e per l’uso legittimo delle armi.

Secondo Cirielli, il militare si sarebbe trovato nelle condizioni previste dal codice penale, “eppure non ha ritenuto di utilizzare l’arma d’ordinanza, mettendo in pericolo innanzitutto la sua vita, e poi anche quella dei suoi colleghi e, più in generale, il perimetro di sicurezza per cui era stato predisposto il servizio di ordine pubblico, dato che la pistola poteva anche essergli sottratta e utilizzata dagli aggressori”. “Sembrerebbe che nei servizi di ordine pubblico -rimarca- siano abitualmente impartiti ordini tendenti ad evitare tassativamente l’uso delle armi da fuoco, salvo che per rispondere ad offese provenienti da sole armi da fuoco, e ciòcondizionerebbe negativamente l’operato degli agenti, anche a costo di esporli ad ingiusti rischi, perfino della vita”.

Cirielli per questo chiede “se il governo intenda adottare provvedimenti per meglio disciplinare l’uso delle armi da fuoco in quelle particolari condizioni di ordine pubblico che rappresentano un potenziale pericolo per l’incolumità della vita degli operatori di pubblica sicurezza, delle istituzioni e dei cittadini e se vi siano, e a quali livelli, eventuali responsabilità nell’emanazione di direttive e ordini che non tengono debitamente conto della legislazione vigente, e come si intenda sanzionarle”.