“La riforma Gelmini è un altro obiettivo raggiunto” queste le parole del premier Silvio Berlusconi, ‘assediato’ come non mai in questi giorni. Da stamane infatti i blindati di polizia e carabinieri avevano chiuso le vie adiacenti Palazzo Grazioli per il timore che il corteo degli studenti potesse arrivare fin sotto la residenza del presidente del Consiglio. Poi il Cavaliere si concentra su quello che è già uno delle norme più contestate della riforma, la norma anti-parentopoli: “Con la riforma – afferma – si dà un colpo mortale a parentopoli. Non potranno, infatti, partecipare ai concorsi i parenti fino al quarto grado. I rettori non saranno più a vita, ma solo per sei anni. Le università saranno costrette a non sprecare più le risorse pubbliche”.

Gli fa eco proprio colui che sta maggiormente contestando la norma contro la parentopoli negli atenei, Antonio Di Pietro: “Il ministro Gelmini ha fatto la furbetta: con il suo sub-emendamento ha dimostrato di essere in malafede, e consentirà la continuazione della pratica delle dinastie dei baroni”. Poi aggiunge: “Questa riforma è una colossale truffa” e aggiunge il leaderi dell’Idv “la Gelmini è solo una mediocre maestrina, la sua riforma è un obbrobrio e un cumulo di sciocchezze. C’è la volontà di tenere i nostri giovani nell’ignoranza, come si usa nei più abnormi regimi”.

E lei, Mariastella Gelmini, il ministro, insieme a Bondi, più contestato del momento dichiara: ”L’approvazione della riforma è un fatto importante – dichiara – una tra le più importanti della legislatura. Spiace averlo dovuto fare in un clima di tensione sociale”.  “La riforma dell’università – continua – esce da qui più forte, ci sono stati passi in avanti. Adesso al Senato serve l’approvazione definitiva”. Ma la Gelmini, ‘asserragliata’ per tutto il giorno a Montecitorio quando nelle piazze italiane gli studenti sfilavano in corteo e occupavano stazioni e luoghi simbolo, ha parole anche per chi da giorni manifesta: ”Ho sempre detto di avere il massimo rispetto per chi protesta – aggiunge – ma i toni di oggi sono stati eccessivi e non giustificabili alla luce dei contenuti della riforma”.

Tensioni che si respiravano anche nell’Aula della Camera poco prima del voto, anche perché il governo è andato sotto in due occasioni (in cui sono stati approvati emendamenti dell’opposizione e di Futuro e libertà). “Pretendete di chiamare riforma un elenco di tagli è da arroganti”, così si è espresso nel suo intervento il capogruppo alla Camera del Pd, Dario Franceschini, che ha poi aggiunto “non avrete il tempo di fare diventare queste norme una legge. Il vostro percorso finirà prima e l’arroganza con cui avete cercato di imporre questa finta riforma sarà il vostro ultimo atto di debolezza”. Laconico il leader del Carroccio, Umberto Bossi: “Questa è passata. Speriamo sia un buon segno. Ora ogni giorno è un giorno di ragionamenti per tutti”.

Per Fli interviene invece Giuseppe Valditara: “Il punto di vista positivo della riforma dell’università appena approvata è quello – osserva – di aver messo al passo il sistema universitario italiano con quello delle esperienze europee”.