“Metalli Pcb (inquinanti persistenti altamente tossici) e vapori di solventi nei gas interstiziali”. Sono queste le sostanze tossiche trovate dall’Arpa (l’agenzia regionale per l’ambiente) nel terreno di Montecity Santa Giulia, l’area, a sud di Milano, dell’imprenditore Luigi Zunino messa sotto sequestro dalla procura poche settimane fa. Le sostanze tossiche sono state individuate nel terreno dove il Comune ha fatto costruire l’asilo nido e la scuola materna. In settembre la struttura avrebbe dovuto accogliere 134 bambini. Eppure, solo tre settimane fa, i vertici di palazzo Marino giuravano che non c’era alcun rischio e che l’asilo sarebbe stato aperto. Adesso, di fronte a inequivocabili risultati delle analisi sulle sostanza cancerogene presenti nell’area, il sindaco Letizia Moratti è costretta a dire: “Con la salute dei bambini non si scherza”. Ma che fine faranno i bambini iscritti alla scuola Santa Giulia?

“Saranno divisi”, dichiara l’assessore alla Politiche sociali Mariolina Moioli. I neonati andranno in viale Ungheria, mentre gli 84 bambini della materna verranno collocati nella scuola di via Serbelloni. I genitori non sono stati ancora contattati, l’assessore promette al Corriere della Sera “lo faremo lunedì”.

La storia dell’area Monte-city Rogoredo è lunga. L’intera area era stata sequestrata lo scorso luglio a seguito del ritrovamento di sostanze tossiche, persino nelle falde acquifere. Sotto accusa andò l’imprenditore Giuseppe Grossi, il re delle bonifiche. L’inchiesta era nata molti mesi prima da un’indagine finanziaria sui fondi neri accantonati proprio da Grossi, legato a tutti i più importanti politici lombardi: dal governatore Roberto Formigoni al deputato Giancarlo Abelli sino al premier Silvio Berlusconi.