In Lazio i tanti ex An sono stati quasi completamente fagocitati dal Pdl. E di finiani se ne contano pochi. La Regione è nelle mani di Renata Polverini, la capitale in quelle di Gianni Alemanno. Il passato si dimentica in fretta. Tutti folgorati sulla via di Arcore. L’ex sindacalista Ugl diventata governatrice, era considerata una fedelissima del presidente della Camera: Berlusconi non la voleva nemmeno candidare, tanto era vicina al cofondatore. Poi, la campagna elettorale, una di quelle dove il premier è stato più presente, ha ribaltato gli equilibri. Merito (o colpa) dell’esclusione della lista Pdl di Roma e del Lazio. Galeotto fu Alfredo Milioni e quel panino a causa del quale non ha mai varcato la soglia degli uffici elettorali. I ricorsi al Tar, fino al verdetto (negativo) del consiglio di Stato.

In quelle settimane di fuoco scoppia “l’amore”: Berlusconi scende in campo per contrastare i magistrati che vogliono “impedire ai romani di mettere la croce sul simbolo del Pdl”, la Polverini approfitta della volata del presidente del Consiglio per arrivare vittoriosa al palazzo della Regione. E Gianfranco Fini? Chi se lo ricorda più. Luca Malcotti, l’unico assessore “vicino” ai finiani è in quota Augello: e come il deputato che a Fini ha detto no, anche lui si è guardato bene dall’uscire dai ranghi. In consiglio regionale ha presentato domanda per la costituzione del gruppo Fli, solo Nicola Illuzzi. Il problema dimissioni nel Lazio non esiste: perché di finiani in posizioni strategiche non ce ne sono.

Nella littoria Latina, patria indiscussa prima di Msi e poi di An, dei finiani neanche l’ombra. Al Comune di Roma la situazione è tragica: il sindaco Alemanno, di ex An non vuole nemmeno sentir parlare, e la sua giunta è fedelissima al Pdl. Unico dissidente, il consigliere Pierluigi Fioretti. Alla Camera ci sono invece i deputati Buonfiglio, Di Biagio, Moffa, Proietti, Barbaro, e il senatore Candido De Angelis. Potito Salatto, ras dei finiani locali, è confinato a Strasburgo, al Parlamento europeo, ma da lì vigila sui “movimenti in corso”: “Ci sono 52 circoli di Generazione Italia già costruiti e numerosi amministratori locali sono con noi”. Per settembre stanno preparando la prima convention regionale. Ci sarà anche Gianfranco Fini, promettono.

Di Paola Zanca