“Finalmente se ne sono accorti, noi lo sappiamo da tempo che la promessa di forte rinnovamento è stata tradita. La portata della proposta di Berlusconi del 1994, di fronte la quale la sinistra si fece trovare impreparata, si è rapidamente tradotta in qualcosa di molto diverso: una scelta di campo ideologica, ‘o con me o contro di me’”. Filippo Penati, braccio destro di Pierluigi Bersani, commenta (l’ennesima) lettera di Farefuturo critica nei confronti del berlusconismo. Una missiva, quella di stamani, rivolta ai moderati del Pdl ai quali la fondazione che fa capo a Gianfranco Fini ricorda il fallimento della “rivoluzione liberale” lanciata da Berlusconi e attacca frontalmente il leader della casa delle libertà.

Nella lettera ci sono toni e accuse che ci si aspetterebbe di veder recapitate al premier dal Partito Democratico e non dai suoi ex alleati finiani.

Trovo curioso che si critichi il Pd se gli ex An si affrancano da una storia lunga 15 anni attaccando Berlusconi. Che il Partito Democratico si scagli contro il premier è scontato. Lo facciamo tutti i giorni. Se Fini dice che Berlusconi è un mafioso è una notizia, se lo diciamo noi non lo è ovviamente, perché lo ripetiamo quasi tutti i giorni da anni.

Il Pd ha recentemente dato del mafioso al cavaliere?

Ho trovato molto efficace anche la definizione di Pierluigi Bersani: non più tardi di tre giorni fa ha definito Berlusconi il Caudillo italiano. Non mi sembra una cosa da nulla, Caudillo era Francisco Franco, il dittatore spagnolo.

Pare abbia più efficacia l’anti berlusconismo di Farefuturo.

Bè, è una separazione. I finiani del male che avevano al fianco se ne sono accorti dopo molti anni e dopo aver condiviso tante scelte di Berlusconi; si sono svegliati e oggi dicono che la spinta riformista non c’è più. Ormai non c’è più neanche nella propaganda. Berlusconi è sempre più prigioniero di una Lega che corrisponde alla destra conservatrice xenofoba di altri stati europei. E’ una enorme balla la Lega sindacato del territorio. Il Carroccio difende nicchie di privilegi assurdi, come le quote latte, ed è statalista in economia.

Penati, da anni ripete che Berlusconi è prigioniero della Lega.

Oggi è più che mai evidente. E la Lega è un problema anche per lo stesso Berlusconi che sa bene come Bossi potrebbe essere il protagonista del prossimo governo. Ora spinge per arrivare ad elezioni, così il Carroccio fa il pieno di voti. Al momento di formare la maggioranza ci si troverà di fronte a una fase di ingovernabilità e non si potrà tornare di nuovo alle urne così l’incarico verrà affidato a Tremonti e Bossi con la Lega si troveranno a fare tutti i giochi.

Torniamo ai finiani.

Se ora c’è una destra liberale con la quale si può tornare a dialogare ben venga. Ma il problema rimane Berlusconi, che rappresenta la malattia del sistema politico. E’ riuscito a fare un grande brodo populista, ha diluito la competizione bipolare in un minestrone demagogico. Purtroppo agli italiani è piaciuto. Ma è ormai al tramonto. Berlusconi ha scoperto che per vincere le elezioni non ha bisogno di governare bene il paese ma vince con le chiacchere, ora non bastano più. Non convincono neanche i suoi alleati.

Di fatto i finiani se ne sono andati e sparano un giorno sì e l’altro pure contro l’ex “capo”. Il Pd?

I giornali sembrano assuefatti ai nostri attacchi a Berlusconi tanto da non pubblicarli. Tre giorni fa Bersani ha dato del Caudillo al premier, ripeto. Non ci risparmiamo. Eppure sembra non basti mai. E’ come con la nazionale, ogni volta che ci sono i mondiali in Italia abbiamo quaranta milioni di tecnici. Ecco, sembra ci siano 40 milioni di segretari in pectore del Pd. Ma soltanto uno ha vinto le primarie: Bersani.