A Paternò, feudo del ministro Ignazio La Russa nella provincia di Catania, il più votato della lista Forza Italia è stato condannato a cinque anni per associazione mafiosa. Si chiama Carmelo Frisenna, secondo i pubblici ministeri è “organicamente inserito nel clan Santapaola” ed al momento dell’arresto era assessore ai servizi sociali e proprietario di una grossa azienda che operava nel settore ortofrutticolo.

Instancabile, secondo quanto emerge dagli atti dell’operazione denominata “Padrini”, l’azzurro Frisenna teneva in grande considerazione il senatore Marcello Dell’Utri ed il suo pupillo senatore Salvo Fleres, garante nazionale dei diritti dei detenuti. “…A Fleres gliel’ha dato il posto?” gli chiedono, e Frisenna risponde: “…Certo, al Senato. Del’Utri, ora ci affiliamo noialtri con questo Fleres… di controtendenza”. Contemporaneamente Carmelo Frisenna “tutelava” gli interessi della Famiglia all’interno del consiglio comunale ed incontrava anche Angelo Santapaola, cugino del boss Nitto, ritenuto capo operativo dell’intera associazione mafiosa.

Per questi motivi Paternò ha rischiato lo scioglimento per infiltrazioni mafiose con ripercussioni che stanno destabilizzando l’intera politica siciliana.

Pochi giorni addietro, infatti, il governatore della Sicilia Raffaele Lombardo, indagato per concorso in associazione mafiosa (si è detto “estraneo ad ogni coinvolgimento” e non è stato richiesto il suo arresto), ha letto in commissione Antimafia le intercettazioni tra Frisenna ed alcuni politici del Pdl tra cui il deputato Salvo Torrisi, attuale componente della commissione Antimafia.

Frisenna, intercettato, afferma che Torrisi oltre ad essere suo “compare” sarebbe la sua “potenza”, “ad indicare”- riportano gli atti giudiziari- “lo stretto legame che intercorre tra i due, anche nel settore politico”. “Tutti lo conoscevamo -ribatte l’On. Torrisi- soltanto come una persona al di sopra di ogni sospetto ed i rapporti erano esclusivamente politici”.

Ancora oggi sul blog del presidente Raffaele Lombardo ci sono i riferimenti ad un’intercettazione registrata dieci giorni prima delle regionali nel 2008, quando Frisenna riferiva di aver sentito alcuni colleghi di Forza Italia affermare: “La migliore operazione si chiama Pino Firrarello (il punto di riferimento del Pdl nella Sicilia Orientale ndr), quello si è fatto l’accordo con Berlusconi. Ah, sì, Lombardo, mi sta bene Lombardo! Dicchè erano ammazzati… No, mi sta bene Lombardo… tanto muore di morte naturale… lo fanno attaccare (mettere in galera ndr) per una sciocchezza, per le assunzioni alla Multiservizi”.

Lombardo sostiene che questa sarebbe la prova dell’esistenza di un complotto tra politica e parti della magistratura di cui sarebbe vittima. Un complotto volto ad ostacolare l’azione “rinnovatrice” del suo governo sostenuto da un asse tra Gianfranco Miccichè, Marcello Dell’Utri, i finiani e buona parte del Partito Democratico. Lombardo ritiene di essere “sotto attacco” per aver bloccato la costruzione dell’inceneritore che doveva sorgere proprio a Paternò, la città di Frisenna. Sarà uno scherzo del destino, ma adesso il portavoce della Waste Italia nella costruzione di quell’inceneritore bloccato è diventato consulente proprio di Raffaele Lombardo.

Si chiama Adolfo Messina, già funzionario del Senato in quota Forza Italia, transitato tra le fila del governatore siciliano qualche tempo dopo gli arresti per mafia del suo collega di partito a Paternò.

Il consulente di Lombardo al pari del deputato Torrisi nell’operazione “Padrini” non è indagato, ma viene definito come “un sapiente burattinaio in grado di muovere le fila del sistema politico”. Insieme al deputato Torrisi, che ai tempi era vicesindaco di Paternò, Adolfo Messina partecipa ad un incontro per trovare un posto di lavoro ad un amico di Frisenna.

In alcune intercettazioni assicurava che Frisenna avrebbe preso il massimo dei voti.

Messina: …e il primo arriva Frisenna!

Frisenna: …alle comunali?

Messina: …si!

Frisenna: …vabbè prendimi per il culo, si!

Messina: …no, no, non ti prendo per il culo! …che se ci sono io non il primo, arrivi il primo con la riboccatura

Aperte le urne Carmelo Frisenna prese 597 voti con Forza Italia ed entrò in giunta, prima di finire in carcere per mafia.