“Diteci dov’è l’agenda rossa di Paolo, diteci chi l’ha presa, perchè su quell’agenda si fondano le ragioni dei delitti eccellenti del ’92 che reggono oggi la nostra Repubblica“. Lo ha gridato con forza Salvatore Borsellino, fratello del giudice ucciso in via D’Amelio intervenendo alla tre giorni di commemorazione che si sta celebrando a Palermo. “E allora – ha affermato il fratello del giudice ucciso – è necessario che su questo si indaghi”. “Noi – ha concluso – ci batteremo perchè non vengano approvate quelle leggi che tentano di bloccare il lavoro dei magistrati. Se questo Parlamento fosse gestito direttamente dalla criminalità organizzata non sarebbe stato molto diverso”. E riferendosi ai magistrati che indagano su via D’Amelio ha aggiunto: “Quella strada che avete detto di voler percorrere non la percorrerete da soli, noi saremo sempre al vostro fianco. Certo – ha continuato – non potremmo proteggervi fisicamente come quegli angeli che erano vicino a Paolo ma noi lo faremo con il nostro calore e con il nostro appoggio”. All’evento è intervenuto anche il neoprocuratore generale di Caltanissetta Roberto Scarpinato: “Sono tantissimi quelli che sanno, in tutto o in parte, cosa si cela dietro le stragi. Un esercito di persone che non parlano. C’è un sigillo che cuce le bocche di tutti – ha spiegato il magistrato – le bocche restano cucite perchè la lezione della storia dimostra che non c’è salvezza fisica fino a quando il potere che ha ordinato e coperto le stragi resta in sella. Un potere talmente forte da raggiungerti in qualsiasi carcere, tanto forte da poter condizionare la polizia che indaga o taluni magistrati”.

Contemporaneamente alla conferenza che si tiene nella facoltà di giurisprudenza dell’università di Palermo, organizzata da Antimafia2000, è partito il corteo del movimento di ‘Agende Rosse’ che ha sfilato cantando ‘Bella ciao’ con l’immancabile agenda rossa in mano. Un centinaio di partecipanti per dopo due ore di marcia, partendo da via D’Amelio, hanno raggiunto Castel Utveggio, sul Montepellegrino a Palermo. Una marcia, popolata soprattutto da non palermitani, voluta proprio da da Salvatore alla vigilia di questo 18esimo anniversario della strage di via D’Amelio. Al corteo si è unito anche il padre dell’agente Vincenzo Agostino ucciso nell’89 e sul cui omicidio non è stata fatta ancora luce. La scelta di Castel Utveggio come meta del corteo di ‘Agende Rosse’ non è casuale. Secondo alcune tesi investigative, nella zona vi sarebbe stata una sede riservata del Sisde. Negli ultimi mesi, anche dopo le dichiarazioni del pentito Gaspare Spatuzza, gli inquirenti stanno puntando la loro attenzione anche su uomini dei Servizi segreti che potrebbero essere coinvolti nell’eccidio in cui perse la vita Paolo Borsellino.