Aldo Brancher in aula per il processo Antonveneta ha annunciato le dimissioni da ministro e ha chiesto formalmente di poter accedere al rito abbreviato incondizionato per essere giudicato. Brancher è imputato, insieme alla moglie, per appropriazione indebita e ricettazione in relazione a somme pari a circa un milione di euro ricevute, secondo l’accusa, da Giampiero Fiorani durante il tentativo di scalata dell’istituto di credito. Il processo che Brancher ha tentato di evitare in veste di ministro appellandosi al legittimo impedimento.

Subito dopo la richiesta di poter accedere al rito abbreviato il giudice monocratico Annamaria Gatto ha fatto allontanare pubblico e giornalisti dall’aula dove ha preso il via il procedimento non più con rito ordinario. Le contestazioni mosse a Brancher e alla moglie, Luana Maniezzo dal pm Eugenio Fusco, saranno quindi discusse a porte chiuse, allo stato degli atti, senza l’intervento di testi. E quindi senza il rischio di nuove rivelazioni da parte di Fiorani, cioè colui che chiamò in causa Brancher, Calderoli (la cui posizione è stata poi archiviata) e altri esponenti del centrodestra.

Brancher in tribunale ha detto di essersi presentato in aula per difendere la sua innocenza e ha spiegato ai giudici di aver fatto una scelta “prima di tutto nel rispetto della mia famiglia e anche perché finiscano le strumentalizzazione e le speculazioni”. Relativamente al legittimo impedimento, al quale Brancher ha dovuto rinunciare a seguito dell’intervento del Capo dello Stato, l’ormai ex ministro ha detto:  “Pensavo di dover privilegiare per un breve periodo gli obblighi verso il mio Paese ma siccome questa scelta è stata indebitamente strumentalizzata ho fatto diverse scelte, prima di tutto nel rispetto della mia famiglia e poi anche perche finiscano le strumentalizzazioni e speculazioni”.  Dopo questa dichiarazione, stamani, ha confermato la rinuncia al legittimo impedimento, annunciato le dimissioni da ministro e invocato il ricorso al rito abbreviato incondizionato.

La prossima udienza è stata fissata per il 28 luglio, durante la quale ci sarà le requisitoria del pm Eugenio Fusco e le arringhe degli avvocati. La sentenza potrebbe essere pronunciata lo stesso giorno. Dal processo, nato da uno dei filoni sulla tentata scalata dell’allora Banca Popolare di Lodi ad Antonveneta è stata stralciata la posizione della moglie di Brancher, Luana Maniezzo, e non è escluso che per lei nella prossima udienza, fissata per il 28 luglio, possa essere sollevata la questione della competenza territoriale.