La denuncia: appoggiare De Luca è un gravissimo cambio di rotta sulla questione morale

di Sandra Amurri

Il congresso dell’Idv ha segnato un passo indietro rispetto a principi irrinunciabili come la questione morale infrantasi con la decisione di appoggiare in Campania il candidato del Pd De Luca. Decisione che ha lasciato sul terreno forti delusioni e amarezze che non risparmiano Luigi De Magistris, anima pura dell’Idv.

Sconfitto, amareggiato? Qual è il suo stato d’animo?

Sconfitto? Assolutamente no. Il rifiuto della candidatura in Campania mi è stato dettato dalla mia coscienza di uomo e dalla convinzione politica della necessità della coerenza e del rispetto per gli elettori. La coerenza è alla base della credibilità politica. Il mio posto è dove mezzo milione di persone hanno voluto che andassi per condurre battaglie sulle mafie, sui fondi pubblici, sul riciclaggio. Sarebbe stato davvero squallido rinunciarvi dopo sei mesi per candidarmi a governatore ed io con lo squallore non so rapportarmi. Il fatto che l’Idv non sia riuscito a proporre un candidato che non fosse in conflitto con la questione morale per me prioritaria deriva dal fatto che il Pd ha posto veti sulla rosa di nomi da noi proposta: magistrati come Cantone, Maggi, l’ex deputato dei Ds Villone e professori universitari.

La decisione di Di Pietro di appoggiare De Luca le crea imbarazzo? De Luca che dice: ”Rivendico con orgoglio le mie vicende giudiziarie e non accetto lezioni morali da De Magistris”

A De Luca rispondo che non sono io a dargli lezioni morali ma ci sono le inchieste della magistratura che delineano scenari gravi e inquietanti rispetto alle condotte tenute come amministratore e come politico. Nessun imbarazzo. Io sono coerente, non esiste contraddizione tra ciò che dico, in cui credo e ciò che faccio

Non sente su di sé la responsabilità di una scelta del partito perché è stato eletto come indipendente? Seppure abbia detto che si sarebbe iscritto. Ci ha ripensato?  

Ero d’accordo con Di Pietro che prima, durante o subito dopo il Congresso mi sarei iscritto all’Idv ricoprendo un ruolo che si confacesse al mio profilo politico e che sarebbe avvenuto attraverso un evento pubblico significativo. Ad oggi non è accaduto. La domanda: perché non mi sono iscritto andrebbe girata a Di Pietro.

Parole che se non raccontano una sconfitta lasciano trasparire una forte amarezza…

Sì sono amareggiato. Ma anche gratificato dal calore e dalla condivisione con cui è stato accolto soprattutto dai giovani il mio intervento al Congresso nonostante sia stato inspiegabilmente anticipato a venerdì pomeriggio quando c’era meno gente. Il cambiamento di rotta sulla questione morale non va letta come una mia sconfessione politica. Semmai la delusione nasce dal fatto di non essere stato coinvolto nella decisione, che non avrei condiviso, di appoggiare De Luca, che ho appreso al Congresso. Ma resta una scelta strategica dettata dalla realpolitik di Di Pietro, responsabilità gravissima dalla quale non potrà sottrarsi, ma che non mina la mia coerenza. Seppure non mi abbia lasciato indifferente il constatare che è stata fatta passare facendo fare a De Luca dichiarazioni spontanee come se fossimo a Porta a Porta: i processi si fanno nelle aule di Giustizia non ai congressi. Io non sono entrato in politica per alimentare quel metodo che si fonda sulla convenienza del momento ma per cambiarla quella politica costruendo un progetto fatto di ideali di valori di principi non contrattabili

Amarezza che cresce guardando alle Marche dove l’Idv sta con il Pd alleato con l’Udc che ha chiesto la fuoriuscita della sinistra presente nel Governo uscente?

Certamente. Ripeto: non condivido l’alleanza con l’Udc di Cuffaro ma anche di Cesa di De Mita. Così come mi fa rabbrividire l’idea di un dopo Berlusconi con Casini. Ai giovani dico: comprendo i vostri sentimenti di sconforto, resistete continuando a battervi per quei valori, quegli ideali che ci vedono dalla stessa parte della barricata. Sappiate che in me potrete continuare a vedere un faro che rischiara la notte in attesa dell’alba che verrà, ne sono certo

Donadi le ricorda che a stare contro De Luca si favorisce la camorra…

Voglio una Campania libera dalla camorra e dall’illegalità ecco perché di fronte al crollo morale del centrosinistra occorrevano altre candidature e non imputati di processi gravissimi.

L’alternativa politica in cui crede comprende anche il Pd?

Anche con il Pd certo se rinuncerà al laboratorio con l’Udc. L’alternativa a Berlusconi è la costruzione di una sinistra plurale, con l’Idv e con i movimenti.

Sinistra plurale equivale a Federazione della Sinistra di Nichi Vendola?

 Sì. Vendola è un interlocutore privilegiato, serio non populista. Stiamo lavorando assieme per un’unità a sinistra contro il male che è la frammentazione. Che è poi la sintesi del mio intervento al Congresso accolto con grande entusiasmo e calore soprattutto dai giovani. La speranza è accelerare in questa direzione e non fare passi da gambero in nome del tatticismo politico. Tengo la barra dritta in vista delle politiche: nessun cedimento in termini di coerenza su questioni fondanti e costruzione di una politica nuova non nelle sigle ma nei contenuti

Nel frattempo non vede la necessità di un rinnovamento del partito a livello territoriale?

Il problema esiste ed è un problema di chiarezza di intenti e di modalità per raggiungerli. L’Idv è speranza e la speranza non può essere tradita. Invece molti si stanno allontanando proprio in virtù di questo scollamento tra il dire e il fare. Non abbiamo bisogno di un partito che seleziona la sua classe dirigente solo con le tessere ma attraverso il coinvolgimento della rete, delle piazze che non possono essere strumentalizzate. Una svolta significativa al Congresso è stata l’elezione di Rudi Russo a coordinatore nazionale dei giovani che saprà mantenere il collegamento con quella piazza che sembra essere divenuta un ingombro. Un partito vero si deve fondare su un patto serio tra chi sta dentro e chi sta fuori in un costante rapporto rispettoso dei ruoli che poi altro non è che democrazia partecipativa.

da il Fatto Quotidiano del 9 febbraio