Nell’edilizia lavorano 300 mila stranieri, il 18 per cento dei dipendenti del settore, contro una quota del 7 per cento per l’intero sistema economico. Gli stranieri sono cresciuti del 6,4 per cento nel 2008, rispetto al 2007. E producono circa 18 miliardi di Pil. Qualora gli immigrati occupati nel settore dell’edilizia smettessero di lavorare sarebbe la paralisi dei cantieri, che si fermerebbero di colpo soprattutto nelle grandi città, dove la manodopera straniera raggiunge le punte più elevate. Nel settore delle costruzioni, i lavoratori romeni e albanesi restano nettamente prevalenti, ma se si considera la percentuale degli assunti nel 2008 per singolo paese di riferimento, si nota la crescita d’importanza dei lavoratori provenienti dall’Egitto (il 35,6 per cento lavora nel settore), dalla Macedonia (28,3 per cento), dalla Serbia-Montenegro, dalla Tunisia e dal Marocco.

Da Il Fatto Quotidiano del 16 gennaio