La foto di Berlusconi che nasconde il tampone di trucco nel fazzoletto durante un’assemblea di Confindustria ha fatto il giro del mondo, ed è l’immagine che andrebbe trasmessa ai posteri per spiegare il personaggio ed il fenomeno. Perchè, parafrasando Kraus, “la cosmetica è la scienza del cosmo” del Cavaliere.

La cosmesi portata al massimo livello. Se ne è accorta anche un’esperta come Patrizia D’Addario che ha confessato il suo stupore al Sunday Times: “Ho lavorato a teatro e me ne intendo. Berlusconi aveva tantissimo trucco addosso, lo faceva sembrare arancione e quando rideva si vedevano tutte le rughe”. D’altra parte basta osservarlo con nemmeno troppa attenzione: capelli trapiantati, lifting, maschera di cerone, giacca doppio petto rinforzata e tacconi sotto le scarpe.

Una cura ossessiva per il proprio corpo, per il proprio aspetto esteriore. Per il premier sembra non contare nulla la sostanza, ma solo l’apparenza. Una cronica ossessione per un uomo che è continuamente divorato dal tarlo dell’insicurezza e, con ogni evidenza, non si sente mai all’altezza. In pubblico cerca di nasconderlo dietro ad una maschera di boria e di arroganza, ma quando è nel suo, in privato, mostra tranquillamente questa sua propensione.

La serata a Palazzo Grazioli raccontata da  Patrizia D’Addario a Repubblica è, da questo punto di vista, emblematica. Il premier convoca venti ragazze venti, tutte, si presume, disponibili, e pronte a gratificarlo e lui tutto tronfio fa vedere i filmini delle sue imprese. “Un lunghissimo video” relativo al suo incontro con Bush e ai suoi comizi. E’ con venti ragazze ma si crogiola nel farsi vedere in televisione. La rappresentazione  esterna di se stesso come magnifica ossessione. Ed era la sera dell’elezione di Obama. Mentre il mondo cambiava, lui costringeva venti ragazze a sorbirsi i suoi comizi.

Un atteggiamento che appare come una sorta di dipendenza, la ricerca dell’adulazione continua, come se non bastassero Fede, Bondi e Feltri. Il Cavaliere, con ogni evidenza, deve sentirsi adorato e se qualcuno prova a far presente che il mondo non è esattamente come se lo immagina, partono le minacce e le violenze contro gli specchi che trasmettono un’immagine che non lo garba.

Tutto il mondo è attraversato da  una crisi economica e finanziaria con pochi precedenti, e lui non solo fa finta di nulla, ma impone a tutti di fare lo stesso. I dati dell’economia italiana mostrano un debito pubblico record da 1752 miliardi, cresciuto di 89,6 miliardi di euro, ovvero del 5,4% nell’ultimo mese. Per l’Inps, nel solo bimestre gennaio-febbraio, più di 370 mila lavoratori hanno perso il posto di lavoro, il rapporto deficit/Pil si è attestato al 9,3% nel primo trimestre 2009, l’Ocse ha rivisto le previsioni sull’economia italiana, e per l’anno in corso prevede un calo del Pil del 5,3% e la disoccupazione al 10% ma il Cavaliere cosa fa?

Si infuria contro i disfattisti delle istituzioni nazionali e internazionali e chiede agli imprenditori di non finanziare attraverso la pubblicità i media disfattisti che diffondono pessimismo sugli esiti della crisi. Non entra nel merito, nasconde la realtà, si gira dall’altra parte chiede e prova ad imporre che tutti facciano lo stesso.

Anche per questo l’ultimo G8 era il suo palcoscenico ideale. Non si sarebbe deciso nulla, essendo un vertice ridotto ad una passerella e quindi, al premier bastava che non ci scappasse l’avviso di garanzia o il morto. Il ricatto morale sul terremoto avrebbe fatto il resto.

Quindi,  via alla grande operazione di cosmesi, che riguardava soprattutto la sua figura, travolta dalle accuse sul caso Mills, sul caso Noemi, sul caso D’Addario.

E in questa occasione ha espresso il meglio di sé. Una macchina elettrica qui, un palazzo in costruzione là, due regali alle first ladies, una foto di gruppo che non lo facesse sentire inferiore a nessuno, lui, finalmente, immortalato grande tra i grandi. Ora, terminati applausi e flash, il Cavaliere può finalmente tornare in una clinica di Messeguè per riprendersi dalla fatica e
“restaurarsi” per la prossima apparizione pubblica.

Sullo sfondo, resta il problema del “trucco” non solo inteso come sinonimo di cosmetico. Secondo il “De Mauro”, infatti, trucco significa sì “alterare, abbellire nell’aspetto una parte del corpo con l’uso di cosmetici” ma anche (e soprattutto?) “conferire a qualcosa un aspetto diverso da quello che ha, al fine di trarre in inganno”.

Oppure, ed è la versione peggiore, “preordinare un risultato che dovrebbe dipendere dal caso o costituire l’esito regolare di una votazione, di una gara”. Di un processo?

In quale trucco è maggiormente abile il premier?

Occorre comunque rendere onore a Berlusconi, non potrebbe essere eletto in un nessun altra democrazia occidentale,.ma mette la faccia su ogni cosa che fa, anche se con tanto di lifting, cerone e trapianto tricologico. Peccato solo per Giuliano Ferrara che non riesce a rassegnarsi.

Berlusconi non è uno statista, ma un estetista mancato.