Quaranta esponenti dei Giovani Democratici non rinnovare la tessera e lasciano il Pd. Il motivo? Alle elezioni regionali del prossimo 5 novembre sosterranno Claudio Fava, candidato di Mdp e di Sinistra Italiana. “Siamo ormai stanchi della linea politica del Pd e non convinti del clima che vi si respira all’interno, specie nella realtà catanese, dove il peso delle correnti e delle segreterie politiche ha soffocato il dibattito interno e reso il partito un vuoto contenitore lontano dai bisogni e dalle esigenze delle persone”, dicono i transfughi guidati da Federica Barbato, segretaria Gd di Pedara, e da Salvatore Trovato, responsabile università dei Gd di Catania e candidato al Senato Accademico alle ultime elezioni universitarie. Con loro, ragazzi e ragazze provenienti da più comuni della provincia etnea .

“Oggi – continuano – il Pd è un ambiente chiuso e diviso, dove si decide senza discutere, ormai estraneo al contesto politico e sociale. Nel nostro territorio poi la situazione raggiunge il colmo: si è ridotto a sigla vuota, dove i capi correnti più che a compagni di partito si atteggiano a rappresentanti di sottopartiti correntizi in lotta fra di loro”. E mentre a Catania i giovani lasciano i dem e il patto con Angelino Alfano, a Palermo anche qualche politico più esperto compie lo stesso percorso. Si tratta di Pino Apprendi, consigliere regionale uscente, che ha lasciato i dem per sostenere il candidato governatore dei bersaniani.  “La Sicilia è arretrata su tutto, soprattutto sul fronte del lavoro e dei rifiuti. Per questo metto a disposizione della lista ‘Cento passì la mia storia e la mia esperienza, candidandomi nel collegio di Palermo”, dice Apprendi criticando il governo di Rosario Crocetta

E nella giornata in cui raccoglie nuovi sostenitori, Fava va invece all’attacco di quello che sembra il favorito per sedersi sulla poltrona di governatore: Nello Musumeci del centrodestra. “Fa sapere Musumeci  – dice il candidato di Mdp – di non avere mai fatto alleanze in Sicilia con Cuffaro e Lombardo e di essere un uomo assolutamente libero. Noi, a questo punto, vorremmo che ci aiutasse a comprendere la risposta che gli ha dedicato lo stesso Cuffaro. Dica Musumeci quindi se l’esperienza di governo di Cuffaro e di Lombardo è così presente e in modo autorevole nelle sue liste. Mani così fortemente legate non servono al buon governo della Sicilia”. Nel frattempo, proprio Musumeci incassa l’appoggio di Vittorio Sgarbi, che ha ritirato la sua candidatura. “Accolgo l’invito del presidente Musumeci espresso nelle forme e nei modi più rispettosi e civili, con vera ansia di raggiungere obiettivi comuni”, dice il critico d’arte, al quale il candidato di centrodestra aveva chiesto di unirsi al suo progetto politico e a non disperdere le forze.