Una donna è stata estratta dalle macerie della sua casa a Lesbo: è la prima vittima della forte scossa di terremoto (magnitudo 6.2) registrata sulla costa occidentale della Turchia alle 15:28 locali (14:28 in Italia). Nel villaggio di Vrisa, oltre alla donna deceduta, si contano almeno 12 feriti. L’epicentro è stato localizzato dalla protezione civile turca nel distretto di Karaburun, nella provincia di Smirne, sul Mar Egeo, ad una profondità di circa 10 chilometri. Le scosse sono state avvertite con forza anche a Istanbul e nelle vicine isole greche dell’Egeo. A Lesbo, secondo quanto riferisce la radio statale di Atene, molte persone sono scese in strada in preda al panico e diversi edifici hanno subito danni.

Alla prima scossa, avvenuta ad una profondità di 7 chilometri sotto il livello del mare, ne sono seguite altre due di assestamento, la più forte delle quali di magnitudo 4.9. Nell’area di Plomari, sulla costa sud dell’isola di Lesbo, un campanile della chiesa è stato danneggiato e si sono verificate crepe sulle pareti di diverse case, ha dichiarato il vice sindaco della città, Manolis Armenakas. Alcune frane hanno parzialmente bloccato le strade, diverse squadre di esperti sono partite da Atene per valutare i danni e la stabilità degli edifici colpiti. Non avrebbero subito conseguenze le strutture che accolgono i rifugiati, secondo le prime informazioni riportate dai media locali.

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