Più simile al gossip che a una notizia politica, arriva da Verona l’indiscrezione che il sindaco Flavio Tosi, impossibilitato a ricandidarsi per la poltrona, avendo già completato due mandati, passerà lo scettro alla sua fidanzata, Patrizia Bisinella. Avrebbe atteso a lungo, avrebbe persino blandito il governo di Matteo Renzi, a cui ha garantito qualche voto parlamentare, oltre all’appoggio nel referendum istituzionale. Ora l’ex segretario della Liga Veneta, cacciato a suo tempo da Matteo Salvini e fondatore del movimento “Fare!” che si muove nell’area di centro, pare costretto ad arrendersi all’evidenza. Niente deroghe. Niente rieleggibilità, salvo incredibili novità dell’ultim’ora. Non gli resta, quindi, che trovare una soluzione alternativa per la poltrona di primo cittadino del capoluogo Scaligero. Per l’appunto, una donna. La sua donna.

Ma che lui ci abbia rinunciato defnitivamente gli uomini del suo staff lo mettono ancora in dubbio. “Bisogna aspettare qualche giorno, potrebbe arrivare una modifica al divieto del terzo mandato”, fa sapere Roberto Bolis, da una decina di anni portavoce di Tosi. E il passaggio di testimone a Bisinella? “Soltanto una voce messa in giro, tra l’altro, da un partito concorrente. Ma si è mai visto che un partito indica i candidati degli altri? Se non vi sarà la possibilità di ricandidatura, allora si riuniranno i vertici di ‘Fare!’ per prendere una decisione sul nome che verrà proposto”. Nè una conferma, ma neppure una smentita.

Il riferimento è al movimento Cinquestelle che ha lanciato il sasso nello stagno pre-elettorale. “Dopo aver atteso il terzo mandato invano, Tosi gioca in famiglia e punta tutto sulla senatrice Bisinella” ha scritto in un comunicato il deputato veronese Mattia Fantinati. Che ha avuto buon gioco a chiosare: “A prescindere dal loro rapporto personale, da questo affare di famiglia, mi chiedo quanto sia capace di capire le esigenze veronesi una candidata di Castelfranco Veneto”.

Anche se interlocutoria, la notizia della coppia Bisinella-Tosi in pista ha una sua valenza, soprattutto a Verona, la città dell’amore. Patrizia è stata eletta senatrice nel 2013, sotto le insegne della Lega Nord di cui a quell’epoca Tosi era segretario veneto. Ma quando il sindaco di Verona è stato espulso, nel marzo 2015, lo ha seguito nell’avventura di “Fare!”, iscrivendosi al gruppo misto assieme ad altri tre deputati e due senatori. Alle regionali Flavio Tosi non è riuscito nell’intento di scalzare Luca Zaia, anche se ha raggiunto una discreta percentuale di voti. L’alternativa alla Lega, quindi, non ha sfondato e Tosi non è stato lanciato né nel firmamento regionale, né in quello nazionale dove coltivava qualche ambizione quando si eclissò la stella politica di Umberto Bossi. E adesso bazzica gli ambienti di centro. Tra Patrizia e Flavio è amore da qualche anno. Non lo hanno nascosto. Si sono fatti fotografare assieme. Disinvolti.

Patrizia possibile sindachessa? Forse non basterà neppure la regia di Tosi, che da due mandati governa la città con ottimi riscontri di gradimento nell’elettorato. Eppure lei ha cominciato a farsi vedere due giorni fa inaugurando un mercato degli agricoltori di “Campagna amica”, poi è andata all’affollatissimo Vinitaly, ottima passerella per chi vuol farsi notare. Lui la sostiene, ma non si sbilancia. Un paio di giorni fa aveva detto: “Patrizia è brava e apprezzata, ha una laurea in giurisprudenza ed è specializzata in diritto costituzionale, il fatto che sia la mia compagna non può costituire una colpa”.