“Di solito faccio 50 prima 100 dopo, però ti faccio lo sconto”. Ivano Campedel aveva escogitato un bel modo per arrotondare lo stipendio da addetto ai Servizi alla persona al Comune di Pioltello, in provincia di Milano. Il dipendente, 55 anni originario di Agordo (Belluno), chiedeva infatti un centinaio di euro ai cittadini stranieri che facevano domanda per accedere al “bonus bebè“. Per questo i carabinieri della Compagnia di Cassano d’Adda, guidati dal tenente Giuseppe Verde, lo hanno arrestato in flagranza nel suo ufficio. La scena è stata ripresa dalla telecamera nascosta piazzata dagli investigatori nella stanza. Campedel è seduto alla sua scrivania e ricorda al suo interlocutore le tariffe. L’audio è nitido, così come le immagini che lo immortalano mentre si fa consegnare due banconote da cinquanta euro da un cittadino pachistano, ignaro come le altre vittime che quell’assegno di circa 1700 euro in realtà gli sarebbe spettato di diritto.

Le indagini dei militari dell’Arma sul dipendente comunale sono iniziate un mese fa e sono andate avanti grazie a pedinamenti, intercettazioni ambientali e alle testimonianze di chi aveva sborsato soldi per ricevere un aiuto ovviamente gratuito. E’ stata la stessa amministrazione comunale a segnalare che in quell’ufficio accadeva qualcosa di strano. E così in una sola settimana i carabinieri sono riusciti ad accertare almeno quindici passaggi di denaro. Di solito Campedel chiedeva dai 100 ai 150 euro, approfittando della scarsa conoscenza riguardo alle pratiche burocratiche da parte delle famiglie straniere, da cui pretendeva cifre in base alla loro disponibilità economica. Il pagamento avveniva spesso nel suo ufficio, normalmente a orario di chiusura, quando l’altro collega (estraneo alle indagini) se ne era già andato, oppure in strada, fuori dal municipio.

Mercoledì 22 marzo, intorno alle 15, Campedel, solo nella sua stanza, ha dato appuntamento per farsi consegnare i cento euro e sbrigare così la pratica al cittadino pachistano, che aveva fatto richiesta del bonus un mese fa. Subito dopo la consegna dei soldi sono intervenuti i carabinieri in borghese che gli hanno mostrato il distintivo e lo hanno arrestato. Addosso gli hanno trovato le due banconote da 50 euro e una dose di cocaina. Il sospetto è che i soldi spillati agli stranieri servissero proprio a finanziare la sua dipendenza. Ma è solo un’ipotesi ancora da accertare. Per questo le indagini proseguono per capire anche di quanti casi si sia reso protagonista. Al momento è indagato per concussione continuata. E’ rinchiuso nel carcere milanese di San Vittore, in attesa della convalida dell’arresto da parte del gip.