Per parlare di legge elettorale a Montecitorio si dovrà aspettare ancora. La grande fretta dei partiti di modificare il sistema di voto per andare alle urne il prima possibile, ancora una volta, non è pervenuta quando si arriva al banco di prova. Se la data annunciata in un primo momento era stata quella del 27 febbraio, ora la riunione dei capigruppo ha annunciato che il provvedimento arriverà in Aula l’ultima settimana di marzo, con un possibile contingentamento ad aprile.

Il Movimento 5 stelle ha rivendicato di essere stato l’unico partito a chiedere di fissare una data certa: “Non era neanche stato previsto un giorno”, ha detto il capogruppo M5s alla Camera Vincenzo Caso, “perché, nessun gruppo politico, aveva avanzato tale richiesta. E’ chiaro ormai da tempo che non vogliono farci votare, perché vogliono arrivare a fine legislatura e maturare così la pensione. E’ un altro schiaffo a tutti gli italiani che, lo scorso 4 dicembre, hanno detto un chiaro no alle fallimentari politiche del governo, oltre che alla schiforma Renzi-Boschi-Verdini, chiedendo di poter tornare a votare”. Diversa la ricostruzione fatta dal capogruppo dem Ettore Rosato: “Le polemiche del M5s, come sempre, servono a nascondere l’assenza di proposte e della volontà di lavorare insieme sulle cose concrete. Loro sperano che la legge elettorale arrivi con un click da qualche consultazione falsa on lin”. La legge elettorale non era tra le richieste del M5s, è stata calendarizzata su decisione della capigruppo dopo un giro di tavolo tra tutti i gruppi che si sono espressi per consentire il dibattito in commissione. L’unico gruppo che in capigruppo aveva fatto richiesta formale per la calendarizzazione è stato il Misto con Pino Pisicchio“.

Il capogruppo di Forza Italia Renato Brunetta ha manifestato “soddisfazione” per l’incardinamento dell’esame della legge elettorale, “in modo da arrivare in tempi brevi e comunque entro aprile al via libera per un testo da trasmettere al Senato, che possa essere approvato a palazzo Madama prima della pausa estiva dei lavori parlamentari. Ora bisogna evitare le perdite di tempo e giungere ad una legge elettorale approvata dal Parlamento che sarà sempre meglio di qualsiasi sentenza della Consulta”.