Assunzioni riservate ai non obiettori anche a Rovigo, già prima del caso dell’ospedale San Camillo di Roma. Il Centro di procreazione medicalmente assistita di Trecenta ha assunto un biologo ‘non obiettore’. Così infatti era specificato nel bando di selezione, pubblicato a novembre 2016: l’obiezione costituisce “giusta causa di recesso dell’azienda in quanto la prestazione lavorativa diverrebbe oggettivamente inesigibile”. Come racconta Il Gazzettino, l’azienda sanitaria di Rovigo è stata costretta a cercare nuovo personale dopo che due biologhe hanno scelto l’obiezione di coscienza, mettendo in difficoltà il percorso che stavano seguendo 150 coppie, con altre 320 in attesa.

“Il nostro obiettivo è quello di assicurare la continuità dell’attività, anche perché l’erogazione della procreazione medicalmente assistita rientra tra i Lea (Livelli essenziali di assistenza). E la figura del biologo è fondamentale”, ha spiegato il direttore dell’azienda sanitaria, Antonio Compostella. Prima di formulare il bando, con la specifica dell’obiezione quale ‘giusta causa’ per la risoluzione del rapporto, Compostella ha chiesto un parere giuridico-amministrativo, e la risposta è stata che non violava alcuna norma, proprio in relazione all’attività specifica che queste figure professionali sono chiamate a svolgere.

“Quest’azienda – ha spiegato il direttore all’Adnkronos Salute – ha avviato un percorso di crescita dei servizi di procreazione medicalmente assistita, molto richiesti all’interno della rete dei servizi veneti. Per garantirne la funzionalità, l’eccellenza e la precisione, dopo un’attenta valutazione della norma dal punto di vista dell’applicazione giuridico amministrativa, abbiamo ritenuto di inserire nel bando questo criterio per dare ai nostri utenti risposte concrete e un percorso funzionale e continuativo“. “In queste particolari procedure – ha concluso Compostella – la presenza del biologo, i tempi, le modalità e la sicurezza sono elementi fondamentali”.