Donald Trump chiama, il Cremlino risponde. L’obiettivo è espandere l’arsenale atomico, aveva detto giovedì il capo della Casa Bianca. “Si rischia una catastrofe globale“, la replica arrivata oggi da Mosca. Come sono lontani i tempi in cui, solo pochi mesi, fa l’allora candidato repubblicano alla presidenza Usa (oggi al centro delle polemiche per i rapporti intrattenuti da membri del suo staff e ambienti dei servizi segreti russi) e Vladimir Putin si scambiavano apprezzamenti reciproci, facendo intravedere la possibilità di un miglioramento delle relazioni.

L’arsenale nucleare di Washington “deve essere implementato” per far sì che gli Stati Uniti restino “in testa al gruppo” delle potenze del settore, ha detto giovedì Trump in un’intervista esclusiva alla Reuters, spiega come gli Usa siano “scivolati indietro rispetto alla loro capacità di armamenti atomici”. Parole che confliggono con l’accordo New Start siglato nel 2010, che prevede come entro il febbraio 2018 le due potenze debbano limitare del 30% i rispettivi arsenali nucleari. E non avere più di 800 missili balistici intercontinentali dispiegati o non dispiegati sul campo. Un trattato che il presidente americano aveva già criticato in passato, definendolo “un altro cattivo accordo” da sostituire con un’intesa più favorevole agli Usa.

Il miliardario divenuto presidente si è anche lamentato per il dispiegamento deciso recente da Mosca di un missile cruise in violazione del trattato sul controllo degli armamenti, dicendo che ne parlerà direttamente, “se e quando ci vedremo”, con il presidente Putin. Il quale, nelle stesse ore in cui al Cremlino, spiegava che la Russia continuerà a sviluppare le sue forze armate e “tra le priorità ci sono il consolidamento dello scudo strategico nucleare, le forze aerospaziali moderne e la rigida esecuzione del programma di Stato sugli armamenti“.

Per rispondere nel merito, tuttavia, il Cremlino ha atteso 24 ore. “Non si può ammettere il dominio di una sola potenza nel campo delle armi nucleari – il presidente della Commissione Esteri della Duma Leonid Slutzky citato da Interfax – perché altrimenti si sbilancia l’intero sistema della sicurezza internazionale e perdono senso tutti gli sforzi di disarmo degli ultimi decenni”. “Se Washington procederà nel suo obiettivo di supremazia nella sfera nucleare, il mondo tornerà alla guerra fredda, con il rischio di una catastrofe globale”, ha aggiunto Slutzky. Secondo il quale questa dichiarazione del presidente Usa “sia piuttosto emotiva e calcolata per raggiungere consenso mediatico“.

Se Trump continuerà su questa strada, “il mondo tornerà ai tempi della corsa agli armamenti degli anni ’50 e ’60”, ha spiegato Konstantin Kosachov, capo della Commissione Affari internazionali della Duma, la Camera bassa del Parlamento russo. Anche Victor Ozerov, capo della Commissione Difesa e Sicurezza, parlando ai media russi, si è espresso in merito: “Cominciare la presidenza mettendo in dubbio un trattato internazionale fra Russia e Stati Uniti non è il miglior modo di mettere in pratica la non proliferazione nucleare”. Ozerov ha ricordato che i trattati internazionali “sono la base del controllo sulle armi nucleari” e ha sottolineato che le intenzioni di Trump di incrementare il potenziale strategico “non risponde alla stabilità, alla reciproca comprensione e alla sicurezza nel mondo”.