“A te non ti pensa nessuno. Te lo dico io, caro amico. Te lo dico da amico. Fatti nu poco li cazzi tua e non rompere più i coglioni. E andiamo avanti”. Sono ormai diventate un cult le parole pronunciate dal senatore di Forza Italia, Antonio Razzi, quando nel 2011, ripreso con una telecamera nascosta dall’ex deputato dell’Italia dei Valori, Francesco Barbato, spiegò con dovizia di dettagli il suo passaggio dalla trincea di Di Pietro a quella di Berlusconi il 14 dicembre 2010. Il salto della quaglia avvenne in compagnia di Domenico Scilipoti: entrambi dell’Idv, fornirono al Cavaliere i voti necessari alla sopravvivenza del suo governo. Il rapporto tra Razzi e i vitalizi è tornato a bomba la scorsa settimana, su Rete8, in una puntata de “I Fatti e le Opinioni”, dedicata al libro-inchiesta “Orgoglio e Vitalizio” di Primo Di Nicola, Antonio Pitoni e Giorgio Velardi (ed. Paper First). Il filmato del dialogo tra Razzi e Barbato fu mandato in onda il 7 dicembre 2011, durante la trasmissione “Gli intoccabili” di Gianluigi Nuzzi, regalando perle anche ruspanti che hanno contribuito a cesellare il personaggio crozziano di Razzi. Alle domande del dipietrista Barbato, l’attuale senatore di Fi motivò il suo gesto così: “Io quando non ero ancora nel coso del vitalizio, non avevo ancora la pensione. Dieci giorni mi mancavano e per dieci giorni mi inculavano”. Papale papale, il parlamentare non voleva mettere a rischio il suo vitalizio, nonostante nei mesi e negli anni successivi abbia sempre smentito un interesse alla pensione parlamentare. Il 27 aprile 2014, durante la trasmissione Lo Schiaffo (Class Tv), a Marco Gaiazzi, che lo incalzò sul video di Barbato, rispose candidamente: “Io il vitalizio non sapevo nemmeno cosa significava. In quel filmato lo citavo perché me l’avevano “imparato” i miei colleghi“. E qualche giorno fa, ospite di “I Fatti e le Opinioni” (Rete8), ha sottolineato: “Io sono contrario al vitalizio, tanto c’ho 41 anni di contributi per aver lavorato in Svizzera. A me non spaventa lavorare“. Dichiarazioni che stridono con le rivelazioni carpite da Barbato: “Io c’ho 63 anni. Dove vado a lavorare io? In Italia non ho mai lavorato, che lavoro vado a fare? Io penso anche per i cazzi miei, non me ne frega, perché Di Pietro pensa anche ai cazzi suoi. Mica pensa a me“. Non è forse cambiata in questi anni l’opinione che Razzi ha dei colleghi politici. Su Rete8, infatti, ha accusato il M5S di non voler andare al voto al fine di maturare il diritto al vitalizio (“Nessuno vuole andare a votare”). Sei anni fa esortò “il caro amico” Barbato, svelando un parere tranchant sui parlamentari: “Anche a te manca meno di un anno. Meno di un anno ed entra il vitalizio. Che cazzo te ne fotte, dico io. Tanto ‘chisti’ so’ tutti malviventi. Questi pensano solo ai cazzi loro. A te non ti pensa nessuno, te lo dico io, caro amico. Te lo dico da amico. Questi, se ti possono inculare, ti inculano senza vasellina nemmeno”

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