“Da più 2 anni sono bloccato a letto immerso in una notte senza fine. Vorrei poter scegliere di morire, senza soffrire”. Sono le parole che Fabiano Antoniani, per gli amici Fabo, rivolge al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella in un video-appello in cui il ragazzo, ex dj oggi cieco a tetraplegico dopo essere rimasto coinvolto in un incidente stradale, chiede un intervento sulle scelte di fine vita in Italia, affinché si arrivi a una legge. Dieci anni dopo Piergiorgio Welby. Oggi Fabo trascorre la quotidianità in un letto, assistito dalle cure della madre. Prima dell’incidente era un ragazzo che amava la musica, i viaggi, lo sport, le moto, l’avventura.

Dopo anni di terapie senza esito, Fabo ha maturato la precisa consapevolezza di voler porre fine a una quotidianità che non chiama più vita. “Ma ho scoperto che ho bisogno di aiuto” dice in un video attraverso la voce della sua fidanzata Valeria, che gli è rimasta accanto durante le cure, durante gli anni in cui il 39enne ha sperimentato anche nuove terapie. Purtroppo senza risultati. Così Fabo si è rivolto all’Associazione Luca Coscioni per la libertà della ricerca scientifica e chiede che “le Istituzioni intervengano per regolamentare l’eutanasia e permettere a ciascun individuo di essere libero di scegliere fino alla fine”.

Il prossimo 30 gennaio la Camera discuterà il testo di legge sul testamento biologico. Dopo oltre 3 anni da quando è stata depositata la proposta di legge di iniziativa popolare ‘Eutanasia legale’ da parte dell’Associazione Luca Coscioni. “Questo rappresenta un passo fondamentale verso l’obiettivo per cui l’associazione si batte, ossia il riconoscimento del diritto di scegliere come e quando terminare la propria vita e interrompere la propria sofferenza” spiega la segretaria dell’Associazione Luca Coscioni, Filomena Gallo. “Chiediamo il supporto dei cittadini per conquistare un diritto fondamentale per ogni individuo: la libertà di autodeterminazione – afferma Marco Cappato, tesoriere e promotore della campagna Eutanasia legale – Non si può accettare che sia necessario l’intervento di un giudice per affermare questo diritto. È ora che il Parlamento si assuma la responsabilità di una decisione, prima della fine della legislatura”.