“Sembra che la Nato abbia bisogno di un nemico esterno per mettere in riga gli Stati membri”. Il pensiero di Vladimir Putin sull’Alleanza atlantica viene raccontato nel documentario ‘Ukraine on fire‘ di Igor Lopatonok, in onda lunedì 21 novembre sul canale russo Ren Tv. Documentario coprodotto da Oliver Stone, due volte premio Oscar per la regia con Platoon e Nato il quattro luglio, in cui è proprio il regista di film come Wall Street e Ogni maledetta domenica a intervistare il presidente russo.

Alcune risposte di Putin alle domande di Stone sono state anticipate dall’agenzia russa Tass, da sempre vicina al Cremlino. “Il processo decisionale della Nato ci preoccupa. Non appena un paese aderisce all’Alleanza atlantica, gli è praticamente impossibile resistere alle pressioni dei grandi paesi come gli Stati Uniti e quindi accetta di dispiegare qualsiasi cosa, un sistema di difesa missilistico, nuove basi o, se necessario, sistemi missilistici”, racconta Putin. “E noi, cosa dobbiamo fare? Siamo costretti ad adottare contromisure – continua il presidente russo – ovvero a puntare i nostri sistemi missilistici verso quei siti che pensiamo ci minaccino. La situazione si sta surriscaldando“. Minacce che non suonano nuove, visto che la Russia aveva già puntato i suoi missili verso l’Europa durante “un’esercitazione militare” del 12 ottobre. Mentre oggi, riporta l’agenzia Interfax, arriva l’annuncio di aver schierato i missili anti-navi Bastion nella sua enclave baltica di Kaliningrad, che confina con i Paesi Nato di Polonia e Lituania.

Se Putin ha deciso di consegnare ad un famoso documentarista come Stone queste parole e di farle poi riprendere dall’agenzia di stampa Tass, che solitamente riflette la posizione ufficiale del Cremlino. Nonostante recentemente abbia espresso anche la sua volontà di “normalizzare” le relazioni con gli Stati Uniti, vista l’affinità con Donald Trump. Contemporaneamente sono arrivate le parole del presidente della commissione difesa del Consiglio della Federazione Viktor Ozerov. In un’intervista a Ria, ha spiegato che la Russia intende aumentare le sue capacità di difesa missilistiche e aeree nella regione dei Baltici “per difendere le sue infrastrutture principali di comando e controllo”, proprio in risposta al dispiegamento del sistema di difesa della Nato a Desevelu, in Romania, e alla costruzione di una nuova base in Polonia.