Di questi tempi la parola “Pilot” va pronunciata con prudenza, viste le vicissitudini del sistema di guida semi-automatico Autopilot (nome che già di per sè si presta ad una certa confusione) delle Tesla. E infatti i tecnici Volvo, nel presentare il Pilot Assist delle nuove ammiraglie S90 e V90, ci tengono a precisare che quello della casa svedese non è un sistema di guida automatica bensì semplicemente di assistenza, che per nulla si sostituisce al guidatore. Anzi, se si staccano le mani dal volante per più di dieci secondi si disinserisce automaticamente. Più chiaro di così.

Posizione netta, di una casa che ha sempre fatto della sicurezza una bandiera. Detto questo, il Pilot Assist è utile: permette di avere sempre la distanza di dicurezza dal veicolo davanti all’auto e “tiene” la vettura all’interno della corsia con leggere correzioni della traiettoria fino ai 130 orari. Mantiene inoltre una velocità costante e riconosce i segnali stradali. In questa sua ultima versione, segnala pure ostacoli sulla strada come animali di grossa taglia. A che serve? In Svezia ci sono circa 6.000 incidenti all’anno che coinvolgono le alci…

La S90 e la sua versione station wagon V90, in commercio da ottobre, sono l’ultimo “pezzo” di rinnovamento della gamma di taglia grande Volvo. Che nei prossimi tre anni si dedicherà a modelli più compatti: ne arriveranno nove, “anche inaspettati per un marchio come il nostro”, spiega l’ad di Volvo Italia Michele Crisci. Dalla piattaforma modulare SPA insomma, per citare qualche sigla, si passerà a quella CMA.

Nel frattempo, tuttavia, queste ammiraglie hanno molto da dire. A cominciare dalla non convenzionalità del design, sicuramente alternativo a quanto offre i segmento E premium: le berline saranno anche passate di moda, ma se sono fatte bene ci si gira ancora a guardarle come si fa con questa. Peccato solo per i gruppi ottici posteriori “a martello di Thor”, come li chiamano i disegnatori svedesi: saranno pure una sorta di firma luminosa, ma non contribuiscono a slanciare le linee del posteriore della S90. E’ una questione di gusti, ovviamente. La versione giardinetta V90, da questo punto di vista, si fa preferire.

Gli interni sono invece una declinazione del concetto di “salotto scandinavo”: legno chiaro, pelle, materiali naturali, colori discreti, sedili confortevoli e pulizia delle linee. Al punto che molti comandi sono spariti, “inglobati” dal grande schermo touch centrale che gestisce diverse funzioni (temperatura e ventilazione, ad esempio) oltre all’infotainment. Quando si dice il lusso alla svedese: understatement e di sostanza.

Quanto al parco motori, ce ne sono due benzina e due diesel: tutti 2.0 a quattro cilindri, anche se in Italia più in là arriverà un D3 a gasolio e poi, l’estate prossima, una versione ibrida T8 da 407 cavalli. I prezzi, infine, partiranno da poco sotto i 45 mila euro per arrivare a quota 58.550.

Volvo S90 e V90 – LA SCHEDA

Il modello: si tratta della nuova generazione della berlina ammiraglia della gamma Volvo, e della sua versione giardinetta. Arrivano a ottobre in commercio

Dimensioni S90: lunghezza 4,96 m, larghezza 1,89 m (con specchietti chiusi), altezza 1,44 m

Dimensioni V90: lunghezza 4,93 m, larghezza 1,89, altezza 1,47 m

Motori benzina: 2.0 T6 AWD turbo e compressore volumetrico da 320 cv e 2.0 turbo T5 AWD/FWD da 254 cv

Motori diesel: 2.0 D5 AWD AUT da 235 cv e il D4 AUT da 190 cv

Prezzi: a partire da 44.960 euro

Ci piace: eleganza, dinamica di guida e accoglienza degli interni

Non ci piace: il disegno dei gruppi ottici posteriori della S90 ne rende un pò tozzo il posteriore