Ho preso a Benevento il 63% e c’è chi mi voleva morto. A proposito, fatemi toccare“. Comincia così la lunga intervista che il neo-sindaco di Benevento, Clemente Mastella, rilascia a La Zanzara, su Radio24. “Il mago Otelma” – rivela – ” mi aveva detto che avrei avuto un’avventura buona quest’anno. Mia moglie? Più che contenta, poveretta, ha vissuto questa vittoria, dopo tutto quello che abbiamo passato, come liberazione da un magone. Lei assessore nella mia giunta? No, Sandra fa la nonna”. E attacca duramente il sindaco di Napoli: “De Magistris ha detto che non vuole avere nulla a che fare con me? Lui è un cafone istituzionale e non se ne rende conto. Neanche io ho la minima voglia di incontrarlo, mica è Brigitte Bardot. De Magistris tifoso del Napoli? Che io sappia tifa Inter, ma lui imbroglia su tante cose“. E’ poi il turno di Salvini, a cui dedica più pernacchie: “E’ un mezzo leader, mica come Bossi, che intelligentemente capiva di essere parte della coalizione. Salvini invece vuole essere il leader del centrodestra. Ma ve lo immaginate? Lui non è neppure del centrodestra, è un lepenista senza una grande intelligenza politica“. Poi rincara: “Io sono una persona mite. Ho però replicato alle insulsaggini che Salvini diceva in qualsiasi trasmissione tv. Intanto, io vinco a Benevento, lui perde a Varese e si mette a fare lezioni a me? Quella perdita è l’inizio della sua fine, ha vinto solo a Cascina. Anzi, chieda un miracolo a Santa Rita da Cascina. E Salvini al Sud non mette becco, perché la gente lo tiene sulle palle. Farò un cartello: Comune desalvinizzato“. Mastella poi risponde alle domande incalzanti di Cruciani sul suo vitalizio: “Intanto, ho rinunciato alla mia indennità da sindaco, a differenza di De Magistris. Come vitalizio non prendo 10mila euro, ma circa 6.600 euro al mese. E comunque mi servono quei soldi: ho 6 nipoti e tre figli, di cui una ragazza adottiva. Che volete fare, mi volete togliere pure quello? Non mi piglio lo stipendio da sindaco, uso la mia macchina che ho comprato usata, non utilizzo un cacchio. Volete che chieda l’elemosina alla Caritas?“. Infine, ribadisce di sentirsi il “Bill Clinton di Benevento” e su un eventuale Gay Pride nella sua città insorge: “Ma perché farlo proprio da me, lo facciano in altre città. Rispetto i gay, ma queste cose pacchiane non mi piacciono