Nessuna stretta di mano, nessuna foto insieme, che pure esiste e li vede assieme a una iniziativa elettorale a Filadelfia: in un’intervista dell’1 giugno all’Hollywood Reporter Donald Trump, il candidato alla Casa Bianca per i repubblicani nega di aver mai conosciuto Matteo Salvini. “Non ho voluto incontrarlo”, ha detto il tycoon newyorkese al suo intervistatore. E prende le distanze dalle politiche della nuova destra xenofoba europea: “Non c’è un terreno comune da esplorare, nessuna alleanza al di là dell’Atlantico”. Nonostante molte delle posizioni e delle sparate Trump siano particolarmente vicine a quelle del leader della Lega, nonché a quelle dell’altra leader anti-immigrati europea, Marine Le Pen.

Sentito da Repubblica, Salvini ha replicato: “Questa cosa mi fa molto ridere. Ci sono almeno una dozzina di e-mail di preparazione di quell’incontro”. Qualcosa, è evidente, non torna. Come spiegare la foto assieme del 25 aprile, in cui i due si stringono la mano a una manifestazione elettorale di Trump a due ore da Filadelfia? O ancora il presunto – a questo punto – endorsement del magnate del mattone rilanciato dal Wall Street Journal, “Matteo, ti auguro di diventare il nuovo premier italiano”? Il biografo di Rupert Murdoch Michael Wolff, che ha condotto l’intervista per la rivista di intrattenimento americana, prova a darsi una spiegazione. Anzi due: la prima vede Trump completamente ignaro di chi fosse Salvini, che come migliaia di sostenitori del candidato repubblicano teneva in mano il cartello col motto di Trump: “Make America great again”, a una delle manifestazioni che hanno puntellato la sua campagna. L’altra ipotesi è che Trump abbia preso le distanze per mere ragioni di opportunità politica: “Non ha alcun vantaggio nel valorizzare i legami con Le Pen o Salvini”, ha affermato Wolff al quotidiano La Repubblica. “La destra americana non ha alcun interesse nei rapporti internazionali dei suoi leader”, spiega.