Se si farà largo nelle edicole è presto per dirlo. Sicuramente si è già fatto strada tra i membri autorevoli dell’avvocatura italiana e in particolare dell’Anf, l’associazione guidata da Luigi Pansini, tra le più rappresentative degli avvocati. I quali, presi dal dubbio, il nome del nuovo quotidiano che il Consiglio nazionale forense (Cnf) sta tenendo a battesimo e da domani in edicola, si sono rivolti (vedere immagini in basso), con grande preoccupazione, prima al ministro della Giustizia, Andrea Orlando. E, poi, direttamente all’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni (Agcom). Chiedendo di essere ascoltati con urgenza e stoppare l’iniziativa.

TIREREMO DIRITTO A creare così tanti problemi agli avvocati dell’Anf, è l’uscita della nuova testata ‘Il Dubbio’, diretta da Piero Sansonetti e patrocinata come editore dalla srl Edizioni Diritto e Ragione (Edr), società partecipata al 100 per cento dalla Fondazione dell’Avvocatura Italiana (Fai), ente  costituito dal Cnf per la “promozione” e “l’aggiornamento della cultura giuridica e forense”, la “valorizzazione dell’avvocatura” e la “divulgazione dei diritti di difesa della persona”. Ma non solo. Può anche “pubblicare, diffondere e commercializzare articoli, riviste, giornali e dispense”. Ma non certo, almeno questa è la linea degli avvocati che sono sul piede di guerra, “un giornale di informazione , di discussione e di cultura”, “capace di informare su tutti gli argomenti di politica, di esteri, di cronaca, di spettacoli e di cultura”. E con l’ambizione di essere “competitivo su questi terreni con gli altri quotidiani” nelle “edicole delle principali città italiane”,  come è stato spiegato dal presidente del Cnf Andrea Mascherin, che è anche presidente di Fai.

PANE QUOTIDIANO Insomma un quotidiano generalista, ma soprattutto, fanno capire gli interessati, un giornale a carico delle casse degli stessi avvocati. Un’iniziativa ad alto rischio, che non solo non sarebbe in linea con i compiti che spettano al Fai per conto del Cnf, ma che starebbe già provocando guasti nel bilancio della categoria. Con un disavanzo preventivato per il 2016 di quasi 1,6 milioni di euro.

GRIDO D’ALLARME Da qui l’accorato grido di allarme che potrebbe stroncare sul nascere le ambizione del direttore designato Sansonetti. Rivolto dapprima il 10 febbraio scorso all’indirizzo del ministro Orlando, nella sua qualità “di soggetto preposto alla vigilanza sul Consiglio nazionale forense e sugli ordini circondariali”. E nel quale si sottolinea  la necessità di “riflettere sull’opportunità e forse anche sulla legittimità dell’iniziativa editoriale del Consiglio nazionale forense”. Chiedendo poi “al ministro vigilante se un ente istituzionale, per di più con funzioni giurisdizionali e con sede presso il ministero della Giustizia, possa assumere, sia pure tramite una delle tante fondazioni facente capo al Cnf, l’iniziativa editoriale annunciata”. E auspicando da parte del Guardasigilli un “Suo intervento diretto al richiamo del rispetto della legge e delle funzioni istituzionali da parte del Cnf”, nonché a “ristabilire compiti e ruoli alla stregua della legge ordinamentale forense”.

IN NOME DELLA LEGGE Da Orlando nessuna risposta. Almeno sinora. E da qui l’ulteriore iniziativa dell’Anf rivolta all’Agcom. Di cui si chiede l’intervento. All’Autorità Pansini chiede di essere ascoltato al più presto. E che soprattutto l’Agcom si attivi immediatamente affinchè “al fine della vigilanza sul settore, sia verificata l’effettiva idoneità dell’assetto proprietario e di controllo, all’esercizio dell’impresa editoriale, allo scopo di condizionarne l’effettivo svolgimento al pieno rispetto delle norme di legge“. Insomma, una stroncatura. E senza alcun dubbio.

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