Il presidente della Repubblica dal 50° Vinitaly a Veronafiere ha criticato chi vuole “ripristinare le frontiere“. E Salvini ha risposto: “Complice e venduto”. Peccato, però, che Sergio Mattarella non parlasse di migranti, ma di vino. “Da prodotto antico a chiave di modernità – ha detto nel discorso di apertura della fiera – il vino italiano, col suo successo nell’export, conferma come il destino dell’Italia sia legato al superamento delle frontiere e non al loro ripristino”. Ma il leader della Lega Nord ha frainteso l’oggetto del discorso e si è lanciato in un attacco al Capo dello Stato. Un caso sul quale è intervenuto anche il presidente del Senato Piero Grasso, che su Twitter ha giudicato “inaccettabili” le “offese al Presidente Mattarella. È ora che #Salvini impari a rispettare la frontiera che separa la politica dall’insulto”.

Mattarella al Vinitaly: “Il destino dell’Italia è legato al superamento delle frontiere e non al loro ripristino”.Come…

Pubblicato da Matteo Salvini su Domenica 10 aprile 2016

Il leader della Lega Nord, che ha letto la frase come un’apertura delle frontiere ai migranti, su Facebook ha scritto: “Mattarella al Vinitaly: ‘Il destino dell’Italia è legato al superamento delle frontiere e non al loro ripristino’. Come a dire avanti tutti, in Italia può entrare chiunque… Se lo ha detto da sobrio, un solo commento: complice e venduto”. Poi ha proseguito la sua invettiva a margine di un comizio a Porto Recanati. “La mia – ha aggiunto – non è una frase contro Mattarella: io difendo il diritto dell’Italia e degli italiani. Il presidente non può invitare i clandestini di tutto il mondo a venire in Italia”.

Parole pesanti che hanno provocato critiche bipartisan. “Quelle di Salvini su Mattarella sono parole di un eversore che detesta l’Europa e non ama l’Italia”, ha detto il presidente dei senatori del Pd Luigi Zanda, mentre il deputato Ncd Fabrizio Cicchitto ha detto: “Salvini ci stupisce sempre di più per la sua ‘impeccabile’ cultura istituzionale. Le sue osservazioni al capo dello Stato sono corrette, segno di una profonda cultura giuridica e di una grande capacità di dialogo. Evidentemente al peggio non c’è mai limite“. E per il sindaco di Verona Flavio Tosi “chi ha fatto polemica o non era sobrio o non ha ascoltato bene. Non c’entrava nulla coi migranti: lui ha parlato di agricoltura e competizione internazionale. Andava ascoltato sobriamente”, ha concluso.