Joaquin “El Chapo” Guzman detta le condizioni per la “resa”. Il re del narcotraffico mondiale sarebbe infatti pronto ad accettare l’estradizione negli Stati Uniti, ma solo se gli fosse concesso di trascorrere il suo tempo dietro le sbarre in un carcere di media sicurezza. E potrebbe anche dichiararsi colpevole se gli sarà accordata una “sentenza ragionevole“. A tentare di aprire una trattativa con la quale il superboss del cartello di Sinaola potrebbe accettare uno trasferimento negli Usa è il suo legale, Jose Refugio Rodriguez.

A Rodriguez, secondo quanto riportato dalla Cnn, “El Chapo” ha dato mandato di contattare un avvocato americano per discutere il processo di estradizione e verificare i margini per un accordo. Negli Stati Uniti il boss messicano si troverebbe ad affrontare una lunga lista di accuse, e potrebbero essere messo a processo in varie città, fra le quali Chicago e New York. Un trasferimento gli consentirebbe di sottrarsi alla “tortura mentale e fisica” alla quale denuncia di essere sottoposto nel carcere messicano di massima sicurezza dove si trova e da dove è già scappato. “Mi ha riferito di essere svegliato ogni due ore durante la notte, che non gli consentono di dormine”, ha raccontato Juan Pablo Badillo, un altro degli avvocati di Guzman.

Il Messico sta lavorando affinché l’estradizione sia il più rapida possibile, come assicurato dal presidente Enrique Pena Nieto. Il suo governo si è trovato in forte imbarazzo quando il re del narcotraffico è scappato, per la seconda volta, da un carcere messicano di massima sicurezza grazie ad evidenti complicità tramite un tunnel sotterraneo lungo un chilometro e mezzo.

La sua ultima cattura nel Triangolo d’oro, la regione agricola nel nord del Messico dove è nato ed è rispettato e temuto, è stato rocambolesca come le sue fughe. A incastrare El Chapo – secondo la ricostruzione fornita dalle autorità – è stata l’intervista concessa a Sean Penn qualche giorno prima dell’arresto e i contatti con la star televisiva messicana, l’attrice Kate del Castillo. Un incontro che ha creato problemi anche all’attore-regista, anche se i suoi legali hanno più volte detto che con l’intervista durante la latitanza non è stata violata alcuna legge. Un video degli ultimi 15 minuti di libertà di El Chapo mostra l’arrivo delle forze dell’ordine e i ripetuti tentativi del boss di fuggire, prima dalle fognature poi a bordo di una macchina. Tutto inutile.