Lo statuto è volato ancor prima che il dibattito cominciasse, colpendo in pieno uno degli interlocutori: finisce così il congresso dei Giovani Democratici di Terra di Bari, ancor prima di cominciare. La riunione aveva il compito di precedere il congresso vero e proprio e avrebbe dovuto portare all’elezione dei nuovi giovani segretari cittadini e provinciali del Pd barese. A lanciare il testo base del partito – colpendo in fronte uno dei partecipanti alla riunione – il segretario regionale uscente, Pierpaolo Treglia: “Non ho potuto far a meno di lanciare lo statuto della nostra giovanile verso chi lo stava violentando. Un gesto di cui mi scuso, perché non si dovrebbe mai arrivare a perdere la pazienza. Ma oggi essere indignati significa essere vivi. E io non posso smettere di esserlo”.

Ma qual è il punto? La spartizione di poltrone, detta senza giri di parole. Occorreva decidere l’organigramma della segreteria prima dell’avvio del dibattito nel congresso. La corrente renziana ha “ceduto” sui segretari, permettendo ai fedelissimi di Matteo Orfini – che rappresentano la corrente minoritaria dei giovani democratici – di nominare per quel ruolo i propri esponenti. Ma – stando alla ricostruzione – non bastava, l’obiettivo era conquistare più postazioni in segreteria. Tanto è bastato per infiammare il dibattito e – raccontano i presenti – mandare una persona all’ospedale con un attacco di tachicardia.

Il fragore dell’esplosione si sente quando il congresso viene annullato e l’onorevole Dario Ginefra, invitato per un intervento, sbotta pubblicamente definendolo “il peggior spettacolo” nella sua “lunga vita politica”. “Per me un congresso che sostituisce il dibattito con il tavolino per la spartizione dei posti e degli incarichi in segreteria in base alle aree non è un congresso – ha commentato Ginefra – mi limito a dire che se portiamo tra i ragazzi e le ragazze le miserie che attanagliano le dinamiche correntizie degli adulti, rischiamo di uccidere il bambino in culla. E’ una situazione – ha concluso l’onorevole dem – non all’altezza della qualità umana dei tanti delegati presenti che avrebbero voluto difendere il congresso”. Insomma, i giovani peggio degli adulti? Sembrerebbe di si secondo tutti i commenti che piovono incessanti da domenica.

“Una intera giornata in cui la giovanile è stata tenuta in ostaggio da chi aveva come unico obiettivo ottenere qualche “poltrona” in più – continua Treglia – vedere la giovanile che abbiamo costruito ridursi al peggiore dei congressi del Pd, mi riempie il cuore di tristezza”. “È stato vergognoso – incalza Antonella, presente allo scontro – sono profondamente delusa. Oggi sono stati buttati all’aria otto anni fantastici. C’è gente che è sempre alla ricerca di un padrone e, purtroppo, nel Pd ce ne sono troppi”. “Il punto non è il lancio dello statuto – commenta un altro – il punto è che si è ridotto il congresso di una giovanile a una discussione a tavolino sulla spartizione dei posti. Se questa è vitalità”. L’appuntamento è per sabato, quindi, quando si celebrerà il congresso regionale dei Giovani Democratici che dovrà eleggere il successore di Pierpaolo Treglia. Sempre che non diventi un secondo round.