Un virus non ancora sconfitto, che molti nascondono dietro il velo dell’antisionismo. L’antisemitismo non è materiale del passato e nessuno deve sottovalutare il fondamentalismo religioso, le “teorie aberranti che spargono sangue innocente in tante parti del mondo” che tanto ricordano gli orrori della Shoah. E’ toccato al presidente della Repubblica Sergio Mattarella il compito di dare senso e corpo alle celebrazioni del giorno della Memoria istituita dal Parlamento ormai 15 anni fa per non dimenticare la follia nazifascista che investì ebrei, rom e omosessuali.

Mai come quest’anno la storia sembra voler lanciare messaggi al presente. E il capo dello Stato non si tira indietro cercando un filo comune tra i drammi del Novecento e la perdurante (anche in Italia) paura dell’altro, del diverso da sé, ma anche del terrorismo. La cronaca di un anno fa ricorda del primo atto pubblico del presidente dopo l’elezione al Quirinale e prima ancora del discorso insediamento alle Camere riunite: la sua visita alle Fosse Ardeatine, dove parlò – appunto – del pericolo del terrorismo internazionale. Per contro però ci sono anche connessioni che una politica europea “lucida” dovrebbe vedere, invece di “alzare muri e reticolati“, chiudendosi in nazionalismi che a nulla servono, che mai fermeranno le maree umane spinte da guerre e povertà.

Ricordare, insomma. O meglio non dimenticare per poter sempre essere diversi nel futuro: “Auschwitz, con i suoi reticolati, le camere a gas, le baracche, i forni crematori non ci abbandona. Al contrario, ci interpella costantemente, ci costringe ogni volta a tornare sul ciglio dell’abisso e a guardarvi dentro, con gli occhi e la mente pieni di dolore e di rivolta morale”. Un abisso sul quale ciglio siamo di nuovo tornati sospinti da un “oscurantismo violento e armato“. Una “vera emergenza” che ci riporta agli orrori del passato, da combattere in tutti i modi. Non solo con le armi, ma anche con “la forza dei nostri valori, del dialogo e della tolleranza“. Senza ripetere errori clamorosi, senza cadere in tentazioni populiste che già condannarono l’Europa al nazifascismo. “E’ un’illusione alzare i muri e ricercare negli Stati nazionali una inverosimile sovranità perduta; i nazionalismi generano diffidenza, rivalità e ostilità”. E questa è “un china pericolosa che abbiamo vissuto nel Novecento”.

La politica unanime ha ricordato la Shoah, stringendosi senza divisioni intorno al mondo ebraico. Pur alcuni non rinunciando a sottolineare l’inopportunità della visita del presidente iraniano Hassan Rohani proprio nel giorno della Memoria. Non si tratta certo del suo predecessore Ahmadinejad, negazionista dichiarato. Ma, come ha detto l’ambasciatore di Israele in Italia, Naor Gilon, la politica estera di Teheran rimane sempre sotto stretta osservazione: “Nel Giorno della Memoria noi pensiamo all’ideologia nazista, e tutti abbiamo paura che torni. Ma anche oggi ci sono quelli che vogliono distruggere il popolo ebraico e lo stato di Israele. Gli iraniani lo dichiarano in modo aperto, sostengono il negazionismo”. Analoghe preoccupazioni sull’Iran ha espresso al Quirinale il presidente dell’Unione delle comunità ebraiche italiane Renzo Gattegna secondo il quale “emblematica e impressionante è la politica di chi irresponsabilmente sottopone lo stato di Israele all’incombente minaccia di uno sterminio che equivarrebbe ad un completamento della Shoah”.

“Ricordo i viaggi ad Auschwitz con Nedo e gli studenti. MAI più! #giornatadellamemoria”. Scrive invece il presidente del Consiglio Matteo Renzi. Il premier rivolge un pensiero particolare a Nedo Fiano, sopravvissuto ad Auschwitz.

“Mai più”, twitta il presidente del Consiglio Matteo Renzi, preceduto di pochi minuti dal ministro per le Riforme Maria Elena Boschi, anch’essa su Twitter: “Io non dimentico. Oggi. E per sempre”. Una delegazione del Pd guidata dal vicesegretario Lorenzo Guerini e dal capogruppo alla Camera Ettore Rosato fa qualcosa in più e visita simbolicamente la sinagoga di Roma. Dal centrodestra è Silvio Berlusconi a ricordare quanto Forza Italia sia con Israele “senza se e senza ma”. L’ex Cavaliere punge sul tema la sinistra denunciando “una mancanza di coraggio mascherata da politically correct e diluita tra mille distinguo” sul contrasto all’antisemitismo che porta “a vuote celebrazioni”.