Vis-à-vis serrato tra il giornalista dell’Espresso, Lirio Abbate, e l’ex sindaco di Roma, Gianni Alemanno, durante Piazzapulita, su La7. Abbate, autore del libro “I re di Roma” scritto con Marco Lillo sui quattro clan che comandavano a Roma, spiega con dovizia di dettagli il processo Mafia Capitale e il sodalizio tra Buzzi e Carminati. E dice: “Nel sistema di corruzione, destra e sinistra a Roma sono uguali. Tra Alemanno e Marino ci sono tante differenze. Purtroppo con Alemanno l’attività di Buzzi e di Carminati è cresciuta esponenzialmente, tantissimo. Probabilmente lui non se ne è accorto, però aveva nel suo entourage un segretario particolare che era un intimo amico di Carminati: Lucarelli. Marino invece si ritrova in casa queste persone”. Alemanno, rinviato a giudizio per corruzione e finanziamento illecito nell’inchiesta Mafia Capitale, replica: “Io sono stato prosciolto dalle accuse di mafia e dalle aggravanti mafiose”. “C’è una richiesta di archiviazione”, ribatte Abbate. L’ex sindaco smentisce con toni stizziti e ammonisce: “Non m’interrompa, ha già parlato a lungo. Ora basta, perché ne ha già dette abbastanza. Lei gioca sull’equivoco, parlando di Lucarelli”. Poi si difende, mostrando anche alcuni articoli di giornale del 2011 che contengono le sue denunce sulla presenza della criminalità organizzata nella Capitale: “Non mi candiderò a nessuna carica politica finché la vicenda non sarà chiarita. Dopo l’inchiesta di denuncia di Lirio Abbate su Carminati, ho chiamato tutti per chiedere se conoscevano questa persona. Tutti hanno negato, non l’avevano mai visto, né sentito. Io Carminati non l’ho mai conosciuto. Non mi sono accorto della mafia e della corruzione”. “Era un sindaco distratto”, ironizza il conduttore Corrado Formigli. “No” – continua Alemanno – “non si sono accorti della mafia neppure il prefetto, il procuratore, il capo dei carabinieri. Può un sindaco, che si chiami Marino o Alemanno, accorgersi di tutto questo?”. “Io le devo dire di sì” – risponde Abbate – “Un sindaco, come la politica, dovrebbe accorgersene prima della magistratura e capire se c’è un fatto criminale o di malaffare”. L’atmosfera si scalda e l’ex sindaco accusa le cooperative rosse: “Buzzi prima dell’inchiesta era un’icona per tutta la città e in particolare per la sinistra. Marino ha donato il suo primo stipendio alla cooperativa di Buzzi. E ricordatevi che molti dirigenti sono stati nominati per 30 anni dalla politica di sinistra