Correndo lungo il tradizionale fil rouge della creatività, il festival della Mente di Sarzana declina nella dodicesima edizione il tema della responsabilità, indagata attraverso le voci e il pensiero di scrittori, artisti, storici, economisti, psicoalanalisti, operatori dell’informazione, attori, musicisti. Un complesso universo che classicamente si sarebbe definito il cosmo degli intellettuali chiamati, in questi tempi confusi e congestionati da mille emergenze, ad indicare percorsi di uscita dalla catastrofica contingenza in cui è precipitato il pianeta; a tracciare la strada di una nuova socialità, al di fuori – e contro – gli schemi di una convivenza umana marcata – perlomeno nel mondo avanzato – dai ritmi frenetici della società dei consumi autocondannatasi ad una perenne, trafelata sfida con se stessa.

Benedetta Marietti, giornalista e scrittrice, è la direttrice scientifica del Festival organizzato (sotto l’egida della fondazione cassa di risparmio della Spezia e del comune di Sarzana), che si avvale di Gustavo Pietropolli Charmet come direttore scientifico. “In effetti il concetto di responsabilità richiama un tema del calvinismo e quindi è poco affine a noi italiani”- riflette Marietti – “Ma credo sia un tema ineludibile. Il Festival si propone di indagare come cambia la responsabilità di coloro che producono cultura, scienza, informazione, rispetto al mutato contesto nel quale si muovono gli intellettuali moderni”. Il primo riferimento che balza alla mente riguarda la scienza, vero motore dello sviluppo umano, nel nuovo secolo di scoperte destinate ad incidere profondamente nella vita degli esseri umani. “Il compito degli intellettuali è offrire strumenti di comprensione alla gente comune per valutare lo sviluppo del presente. Conoscere per scegliere, quindi. Penso però che per immaginare il futuro occorra avere conoscenza del passato, che ci offre i mezzi per decifrare la realtà contemporanea e quindi gettare uno sguardo consapevole verso il futuro”.

Il carnet degli “esperti” è come tradizione molto ricco e variegato. L’apertura del festival, venerdì pomeriggio, è affidato allo storico e filologo Luciano Canfora, che intratterrà il pubblico parlando di “Augusto: la morale politica di un monarca repubblicano”. Nello stesso pomeriggio Jim-Al-Khalili, un fisico di origine libanese trapiantato in Inghilterra, ci condurrà nel misterioso universo delle molecole all’origine della vita, e si proietterà verso le nuove frontiere della fisica attraverso la biologia quantistica. L’attrice Anna Bonaiuto leggerà Elena Ferrante. Lo scrittore Eraldo Affinati (creatore di una scuola romana riservata ai migranti) e il giurista Salvatore Lombardo affronteranno lo spinoso tema delle migrazioni con “Un’opera umana da compiere”.

Il finale di ciascuna delle tre serate è affidato allo storico piemontese Alessandro Barbero, relegato in orario notturno francamente poco praticabile: “Barbero è uno storico e uno straordinario divulgatore, un cantore di storytelling – obietta Marietti – e le sue lezioni hanno sempre attirato un migliaio di spettatori”. A chi coltiva sensibilità diverse dagli avvenimenti della Storia, il fitto programma del festival offre sabato la lectio magistralis di Marco Rossi-Doria (ex sottosegretario all’istruzione, ora assessore al comune di Roma) e di Giulia Tosoni, esperta di politiche educative, nella rassegna approfonditaMente: “I ragazzi e la scuola: cosa come e dove si impara”. Anche lo scrittore e insegnante Edoardo Albinati si soffermerà sulla scuola con “Elogio del primo della classe”.

L’attore Giuseppe Battiston e il cantautore Piero Sidoti con “i libri possono cambiare il mondo?” animeranno un concerto con incursioni teatrali con cui racconteranno una rivoluzione di costume fatta di leggerezza e buone maniere, una sorta di Galateo rivisitato in chiave moderna. Singolare la performance di Mario Brunello, appassionato alpinista e musicofilo. Domenica con Manolo, pioniere italiano della arrampicata libera, animerà lo spettacolo “Suoni sulle Dolomiti” nello scenario montano delle Alpi Apuane, salendo fino a 1300 metri del rifugio Foce Rasori, dove eseguirà al violoncello alcune sonate di Bach. Già sold out la possibilità di partecipare all’escursione sulle Apuane. E ancora Melania G. Mazzucco (Un quadro per la libertà”) e il duo Daria Galateria-Emanuele Trevi (“la favola dell’aviatore”) che racconterà il celebre romanzo “Il piccolo Principe” di Antoine de Saint-Exupéry. Tutte le manifestazioni (comprese quelle della rassegna approfonditaMente e le lezioni-laboratori a numero chiuso) sono a pagamento (3,50 e 7 Euro), tranne la lezione inaugurale. Informazioni sul programma e consigli logistici sul sito www.festivaldellamente.it