Sette stranieri tra i venti nuovi direttori dei principali musei italiani annunciati oggi dal ministro dei Beni culturali Dario Franceschini. E agli Uffizi arriva un tedesco, Eike Schmidt, esperto di arte fiorentina di fama internazionale, che prende il posto di Antonio Natali. L’età media dei vincitori è di 50 anni. Dieci sono uomini e dieci sono donne. Gli stranieri, tutti cittadini Ue (3 tedeschi, 2 austriaci, 1 britannico e 1 francese), gli italiani che tornano dall’estero sono 4 (Bagnoli, Gennari Santori e D’Agostino che rientrano dagli Stati Uniti e Degl’Innocenti dalla Francia). Quanto alle professioni, 14 sono storici dell’arte, quattro archeologi, un museologo/manager culturale e un manager culturale. Nominata anche un’interna del ministero. Polemico col ministro Franceschini il critico dell’arte Vittorio Sgarbi: “Ha mortificato il suo esercito di bravissimi italiani”.

Schmidt ha già lavorato in passato a Firenze. Tra i vari incarichi ricoperti, al 2006 al 2008 è stato curatore nel Dipartimento di sculture e arti decorative nel J. Paul Getty Museum di Los Angeles. Dal 2008 al 2009 ha lavorato a Londra da Sotheby’s come direttore e capo del dipartimento scultura e arti applicate europee. Dal 2009 è curatore e capo del Dipartimento di scultura, arti applicate e tessili del Minneapolis Institute of Arts.

Nomina dall’estero anche per la Pinacoteca di Brera a Milano. Il nuovo numero uno è James Bradburne, museologo e manager museale di 59 anni. Nato in Canada, ma di cittadinanza britannica, ha studiato architettura a Londra e si è poi formato in museologia ad Amsterdam e Los Angeles. E’ anche direttore della Fondazione Palazzo Strozzi a Firenze.

Tra le altre nomine, alla Galleria Borghese di Roma arriva Anna Coliva, storica dell’arte, 62 anni. Nata a Bologna, si è laureata con lode in storia dell’arte nel 1977 con Giulio Carlo Argan, alla Sapienza, dove ha anche concluso il corso di perfezionamento in storia dell’arte. Dal 1980 è funzionario del Ministero dei beni culturali, e nel 2006 aveva già guidato la Galleria.

“Davvero con queste venti nomine di così grande levatura scientifica internazionale il sistema museale italiano volta pagina e recupera un ritardo di decenni”, afferma il ministro Franceschini, che sottolinea come la Commissione presieduta da Paolo Baratta “ha fatto un grande lavoro ed ha offerto al Direttore Generale dei Musei del Mibact, Ugo Soragni, e a me la possibilità di scegliere in terne di assoluto valore. I nuovi direttori sono italiani, stranieri e italiani che tornano nel nostro Paese dopo esperienze di direzione all’estero”.

Secondo le procedure previste dalle norme all’interno delle terne indicate dalla Commisione per ciascun museo, il Ministro ha scelto i direttori dei 7 musei di I fascia, mentre il Direttore generale musei Soragni ha scelto i Direttori dei 13 musei di II fascia.

“Non ho ricevuto neanche una raccomandazione, durante la selezione mi è arrivata una, ripeto una sola telefonata sulla materia, ma era ‘neutrale’, di curiosità più che di interessamento”, ha commentato Paolo Baratta, economista, più volte ministro, attualmente Presidente della Biennale di Venezia al secondo mandato consecutivo, che ha presieduto la commissione, “composta da persone preparatissime”, sottolinea, che ha individuato le terne finali per le nomine.

Sgarbi: “Franceschini ha umiliato italiani”
Critico contro il ministro, Vittorio Sgarbi: “Caro Franceschini ti risulta che il presidente della Commissione da te nominato abbia fatto un concorso? Allora io dico: così come il presidente Baratta ha avuto un emendamento ad hoc per potere essere rinominato, allo stesso modo sarebbe stato possibile procedere alle 20 nomine secondo criteri diversi da quelli del concorso”. “Franceschini – ha sottolineato ancora Sgarbi – ha mortificato il suo esercito di bravissimi italiani, e si è contraddetto più volte. Peraltro fino ad oggi gli ho dato ragione. Sarebbe come se nella ‘querelle’ Robledo-Bruti Liberati, il ministero della Giustizia anziché nominare il sostituto a Milano avesse indetto un concorso aperto a magistrati tedeschi francesi o inglesi. Mi spiegate il senso?”.

Lega: “Ministro nemico dell’italianità dell’arte”
Sulla stessa lunghezza d’onda Gianluca Buonanno, europarlamentare della Lega Nord.: “Franceschini ha dimostrato di essere un nemico dell’italianità dell’arte, mettendo in campo scelte che hanno privilegiato gli stranieri a discapito della competenza e della professionalità degli italiani”. “Condivido e appoggio le parole di Vittorio Sgarbi – ha proseguito Buonanno – Per le nomine dei musei bisognava seguire altri criteri, non certo quelli che alla fine hanno penalizzato gli italiani. Franceschini – conclude l’esponente del Carroccio – ha deciso di consegnarci agli stranieri: davvero una pessima figura per un ministro della Repubblica italiana”.

M5S: “Triste spettacolo”
Anche i Cinque stelle criticano le nomine. “Il sistema italiano di gestione dei beni culturali deve incentivare la crescita professionale dei talenti che abbiamo nel nostro paese. Oggi assistiamo al triste spettacolo di un ministro della Cultura che affida l’incarico di direttore di alcuni dei musei più importanti d’Italia a professionisti non italiani”, affermano le senatrici del M5S in commissione Cultura. “Possibile che il ritardo dell’Italia di cui parla Franceschini possa essere colmato solo facendosi colonizzare e affidando le nostre immense risorse artistiche nelle mani di professionisti esteri? – proseguono le senatrici 5 Stelle – L’italia che vorremmo contribuire a costruire è quella che, pur collocata in Europa e aperta alle sinergie culturali, sia anche capace di far fruttare le proprie risorse artistiche unendo alla sensibilità umana anche le doti manageriali dei nostri giovani professionisti”, concludono.

MUSEI ITALIANI, TUTTI I NOMI DEI NUOVI DIRETTORI. Ecco i venti nuovi direttori dei principali musei italiani, designati oggi dal ministero per i Beni e le attività culturali: alla Galleria Borghese (Roma) Anna Coliva – 62 anni, storica dell’arte. Nata a Bologna. Alle Gallerie degli Uffizi (Firenze) Eike Schmidt – 47 anni, storico dell’arte. Tedesco, nato a Friburgo in Brisgovia. Alla Galleria nazionale di arte moderna e contemporanea di Roma Cristiana Collu – 46 anni, storica dell’arte. Nata a Cagliari. Alle Gallerie dell’Accademia di Venezia Paola Marini – 63 anni, storica dell’arte. Nata a Verona. Al Museo di Capodimonte (Napoli) Sylvain Bellenger – 60 anni, storico dell’arte. Francese, nato a Valognes, in Normandia. Alla Pinacoteca di Brera (Milano) James Bradburne – 59 anni, museologo e manager culturale. Nato in Canada, ma di cittadinanza britannica. Alla Reggia di Caserta Mauro Felicori – 63 anni, manager culturale. Nato a Bologna. Alla Galleria dell’Accademia di Firenze Cecilie Hollberg – 48 anni, storica e manager culturale. Tedesca, nata a Soltau, nella Bassa Sassonia. Alla Galleria Estense (Modena) Martina Bagnoli – 51 anni, storica dell’arte. Nata a Bolzano. Alle Gallerie nazionali di arte antica (Roma) Flaminia Gennari Santori – 47 anni, storica dell’arte. Nata a Roma. Alla Galleria nazionale delle Marche (Urbino) Peter Aufreiter – 40 anni, storico dell’arte. Austriaco, nato a Linz. Alla Galleria nazionale dell’Umbria (Perugia) Marco Pierini – 49 anni, storico dell’arte e filosofo. Nato a Siena Al Museo nazionale del Bargello (Firenze) Paola D’Agostino – 43 anni, storica dell’arte. Nata a Napoli. Al Museo archeologico nazionale di Napoli Paolo Giulierini – 46 anni, archeologo. Nato a Cortona. Al Museo archeologico nazionale di Reggio Calabria Carmelo Malacrino – 44 anni, archeologo e architetto. Nato a Catanzaro. Al Museo archeologico nazionale di Taranto Eva Degl’Innocenti – 39 anni, archeologa. Nata a Pistoia. Al Parco archeologico di Paestum Gabriel Zuchtriegel – 34 anni, archeologo. Tedesco. Al Palazzo ducale di Mantova Peter Assmann – 61 anni, storico dell’arte. Austriaco, nato a Zams, nel Tirolo. Al palazzo reale di Genova Serena Bertolucci – 48 anni, storica dell’arte. Nata a Camogli (Genova). Infine al Polo Reale di Torino Enrica Pagella – 58 anni, storica dell’arte. Nata a Ivrea.

“Franceschini ha dimostrato di essere un nemico dell’italianità dell’arte, mettendo in campo scelte che hanno privilegiato gli stranieri a discapito della competenza e della professionalità degli italiani”. Lo afferma Gianluca Buonanno, europarlamentare della Lega Nord.
“Condivido e appoggio le parole di Vittorio Sgarbi‎. Per le nomine dei musei bisognava seguire altri criteri, non certo quelli che alla fine hanno penalizzato gli italiani. Franceschini – conclude l’esponente del Carroccio – ha deciso di consegnarci agli stranieri: davvero una pessima figura per un ministro della Repubblica italiana”.