L’essere umano è riuscito a camminare, anzi a saltellare, sulla sua superficie polverosa. E sta progettando di tornarci, magari per sfruttarne le risorse minerarie. La scienza ha imparato a studiarne le rocce al microscopio, e a osservarla da vicino con sonde e veicoli automatici. Ma tutto questo non ha minimamente scalfito la sua immagine poetica. Fonte d’ispirazione per letterati e innamorati, la Luna è da sempre regina incontrastata del cielo notturno. In particolar modo d’estate. L’ultimo giorno di questo infuocato luglio 2015 il più antico faro luminoso adoperato dai naviganti potrebbe dare un po’ di colore alla buia volta celeste. Non il colore sanguigno, rossastro, delle sue eclissi, ma quello con cui la Terra si mostra agli astronauti dallo spazio: un acceso blu.

“La cosiddetta Luna blu è, in genere, una convenzione per indicare il secondo plenilunio del mese. La maggior parte delle volte, infatti – spiega Nasa Science – ha in realtà un aspetto grigio chiaro e nero, proprio come la Luna che osserviamo ogni notte. Tuttavia – spiegano gli esperti – in rare occasioni può succedere che il nostro satellite diventi davvero blu, per esempio dopo un’eruzione vulcanica“.

Come nel 1883, quando la Luna si tinse di blu quasi ogni sera, dopo che il vulcano indonesiano Krakatoa eruttò con la forza di una bomba nucleare da 100 megatoni. O in concomitanza con le eruzioni del Pinatubo, nel 1991, e di Sant’Elena nel 1980. Il 31 luglio 2015 lo spettacolo della Luna colorata di cielo potrebbe ripetersi nel Nord America. A dipingerla d’azzurro, stavolta, potrebbero però essere le microscopiche particelle liberate nell’aria da una serie d’incendi boschivi che hanno interessato gli Usa, proprio in coincidenza con il secondo plenilunio del mese.

Il fenomeno della doppia Luna piena nello stesso mese è possibile perché il nostro satellite impiega 29,5 giorni a ritornare nella stessa fase. L’ultima volta in cui si è verificato risale all’agosto del 2012. Il prossimo appuntamento è fissato, invece, per gennaio del 2018, oppure nel 2034, se si vuole rivedere la Luna blu ancora nel mese di luglio.

Intanto, c’è chi la Luna blu l’ha già immortalata. È un fotografo e astrofilo pisano. Si chiama Giuseppe Petricca e ha scattato un’immagine del nostro satellite al 66%, elaborata con una forte saturazione dei colori, che mostra la diversa composizione del terreno lunare (guarda). Nella foto è visibile un’area colorata di blu, dovuta alla forte presenza di titanio, testimonianza di antiche colate laviche, in contrasto con i terreni circostanti, di colore arancione, molto più poveri di questo elemento. A coloro che, invece, non avranno la fortuna di osservare la Luna dipinta, in queste sere di mezza estate il cielo offre, comunque, spettacolo. Merito delle lacrime di San Lorenzo, che moltiplicano i desideri.