Il ddl sui servizi funebri? Non è assolutamente una tassa sui morti. Parte della stampa è in malafede, perché ha distorto il significato e l’obiettivo di questo decreto di legge. Addirittura in un servizio televisivo sono andati in giro nei cimiteri a chiedere ai cittadini se sono d’accordo con una tassa sui morti. Non mi pare un grande esercizio di libera informazione”. Sono le parole pronunciate ai microfoni di “Ecg Regione Lazio”, su Radio Cusano Campus, dal senatore Pd Stefano Vaccari, primo firmatario di un disegno di legge, detto gergalmente “Funeral tax”, sul riordino dell’intera disciplina delle attività funerarie e cimiteriali. Il parlamentare replica duramente ad alcuni articoli di stampa e servizi televisivi, che hanno illustrato le novità previste. “Si distorce il senso di questo ddl in modo da impedire che su questo settore si mettano le mani. Il nostro è un provvedimento organico di regolamentazione, che ha come finalità la legalità e la trasparenza. E questo settore non ha avuto dimestichezza con questi due principi della libertà economica”. E rivela: “Sono stato insultato e anche minacciato di morte su facebook. E’ un prezzo che, pare, adesso bisogna pagare. Ci sono passato sopra. In questo settore non so se ci sono lobby, ma ci sono soggetti economici che hanno attivato il mondo dell’informazione per contrastare in modo strumentale questa azione riformatrice”. Vaccari spiega i punti innovativi del ddl: “L’obiettivo non è certo cancellare le imprese funebri, ma dar loro più strumenti per stare sul mercato. Si propone di fare più investimenti sui cimiteri e sugli impianti crematori, soprattutto nel centro sud, e di dare ai cittadini informazioni e trasparenza sui prezzi che le agenzie funebri praticano e che oggi non danno e non fanno, tranne pochissimi casi” di Gisella Ruccia