“Il sindaco sa che deve fare di più”. Ieri Matteo Renzi, oggi Matteo Orfini. Il Partito democratico scarica il primo cittadino la cui amministrazione è stata travolta dallo scandalo dell’inchiesta Mafia Capitale. Se fino al secondo turno delle elezioni comunali dal Pd i commenti erano stati a tutela del sindaco, da poche ore la linea è cambiata. Prima c’è stato il presidente del Consiglio che, dopo il silenzio del partito sulla questione morale, è intervenuto a “Porta a Porta”: “Chi è onesto sia anche capace”. Ora tocca al presidente Pd: “Parlo quotidianamente sia con Marino che con Renzi, e il sindaco ha vissuto le parole del premier come uno stimolo a fare di più e meglio: Marino è perfettamente consapevole che bisogna fare di più”. Orfini ha poi ribadito che a decidere saranno i romani “che hanno eletto il primo cittadino”. Ma nonostante le garanzie e gli “stai sereno” poco bene auguranti, la tentazione è quella di andare al voto per rinnovare la giunta già nel 2016.

Come riportato da Repubblica il 16 giugno, il sindaco Marino nell’interrogatorio dei commissari prefettizi aveva mostrato alcune “incertezze” sulla gestione della giunta. E soprattutto le sue giustificazioni sul mancato intervento sugli assessori che poi si riveleranno coinvolti sull’inchiesta hanno lasciato numerosi dubbi: “Volevo cacciarli, ma poi ho ricevuto molte telefonate quella mattina”, avrebbe detto il primo cittadino.

Intanto chi continua a chiedere le dimissioni della giunta è il Movimento 5 Stelle: “Roma”, scrive Grillo sul suo blog, “è governata da uno zombie: ‘Ignaro’ Marino è un morto che cammina. La sentenza di condanna è stata proclamata dallo studio di Porta a Porta e non ammette appello”. In bella mostra sul sito anche una sorta locandina di un film dal titolo “Dead man walking”, “regia” di Ignazio Marino e Matteo Orfini. “Roma deve essere liberata tramite il voto popolare. Non si può aspettare il 2016, bisogna andare a elezioni il prima possibile, prima che Roma venga sommersa dai topi, dalla spazzatura e dai clandestini”.