LA POLITICA INGRASSATA DAI SOLDI SPORCHI
Nel 2012 il presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, decise di restituire 200mila dollari di donazioni “sporche”, ricevute dai familiari di Pepe Cadorna, un magnate messicano con precedenti di droga e truffa. Anche Michelle e Hillary Clinton hanno mandato indietro somme “sospette”. Idem Bush. In Italia invece i nostri politici si tengono stretto il malloppo, anche se i soldi provengono dagli affari di Mafia Capitale e di Cpl Concordia. Di Tecce e Valdambrini

BANDA LARGHISSIMA. L’editoriale di Marco Travaglio

L’editoriale di Antonio Padellaro

Il commento di Peter Gomez

IL JOBS ACT “SALVA” IL LAVORO NERO
La Cgil denuncia la norma dei decreti attuativi che abolisce la sospensione dell’attività per chi occupa personale irregolare. Di Salvatore Cannavò

DEPUTATI E SENATORI, CALCIOMERCATO E FIFA DELLE MANETTE
Fabrizio D’Esposito
racconta il clima surreale che si respira in Parlamento, tra le trattative per tenere in vita il governo e la paura delle inchieste

PASSERA: “LA POLITICA ARDE DENTRO DI ME”
“Ma tutti mi prendono in giro”. L’intervista di Antonello Caporale al leader di “Italia Unica”

LA LAGUNA DELLE INTESE. M5S: “VOTEREMO CASSON”
Domenica il voto decisivo a Venezia. Il movimento verso l’appoggio al candidato Pd

EXPO, ANCHE I GADGET SONO UN FLOP
Gianni Barbacetto
racconta come la gara per trovare il merchandiser della rassegna milanese è nata male e finita peggio

TANTO RUMORE PER NULLA: DSK NON È UN PAPPONE
Dominique Strauss-Kahn assolto anche dall’accusa di prostituzione. Ma l’immagine dell’uomo che avrebbe potuto cambiare la storia recente della Francia (e anche dell’Europa) è ormai distrutta. Di Luana De Micco

RINALDI, AMICO FRAGILE E DIRETTORE IN GUERRA COL POTERE
Antonio Padellaro
ricorda l’ex capo dell’Espresso, scomparso nel 2007. Il Fatto pubblica un estratto del suo romanzo postumo in uscita nelle librerie

“Quando levo il bicchiere ho un leggero tremito. E versando il vino stringo la bottiglia con troppa forza, come temendo di farmela sfuggire. A volte uso tutte e due le mani, come Boris Becker quando piazza un rovescio. Daria se ne accorge: “Direttore, è emozionato? o sta bevendo troppo?”. Non mi va di cercare una contro-battuta, già ho trasceso. Con i giovani, oltretutto, non si sa mai in anticipo cosa troveranno divertente e cosa no. Tanto vale che la spiazzi con una risposta cupa, purché non pensi di stare a cena con un cadavere. Così le rivelo che nel mio corpo c’è qualcosa di marcio”.

BONITO OLIVA: “L’ARTE INSEGUE LA FELICITÀ”
L’intervista di Malcom Pagani al critico. “Faccio la guida senza più avere la superbia di volere trasformare il mondo”.

“QUELLI DELLA NOTTE”, MIRACOLO TRA CAZZEGGIO E SWING
30 anni fa le 33 puntate che sono diventate cult di una tv magica: da Nino Frassica a Massimo Catalano, da Riccardino a D’agostino, con il maestro Arbore a dirigere la banda. Nanni Delbecchi ricorda il programma che fu una festa continua e improvvisata

“Chissà se Quelli della notte, di cui stasera Fabio Fazio celebra il trentennale su Raitre ospitando a Che fuori tempo che fa Renzo Arbore, Maurizio Ferrini e Nino Frassica, sarebbe entrato nella storia della tv, e poi del costume, e poi nella leggenda se non fosse passato sugli schermi di casa in un lampo, come una stella cadente. Nei ritmi di quelle 33 puntate in onda dal 29 aprile al 14 giugno 1985, un mese e mezzo in tutto, ci fu qualcosa di così rapido e insieme di così perfetto da rasentare la magia”

LE COLPE DEL PD E QUALCHE ABBAGLIO
Le accuse infamanti a Rosy Bindi sono una delle pagine più ignominiose del partito. E il passato viene rievocato al contrario. Il commento di Franco Monaco

“Come usa dire, il tempo è galantuomo. Con il trascorrere dei giorni, si è depositata la polvere delle feroci polemiche che hanno investito Rosy Bindi in qualità di presidente della commissione Antimafia. Polemiche – risulta sempre più chiaro – originate da disinformazione, fraintendimenti, strumentalità. Sino alla più sconcertante e calunniosa delle accuse, mossa incredibilmente dal vertice del suo stesso partito, di un comportamento ispirato a rancore e a obiettivi di lotta politica interna al Pd, cui la Bindi avrebbe piegato l’istituzione della Bicamerale antimafia”.

CARO SENSI, RENZI PARLA DI SALVINI PERCHÉ IL VERO NEMICO È IL M5S
La lettera di Luisella Costamagna