Salgono a 19 le persone in isolamento a Sassari dopo il caso dell’infermiere di 37 anni, volontario di Emergency, colpito dal virus Ebola mentre stava lavorando in Sierra Leone. Ora è in cura all’ospedale Spallanzani di Roma, dove è stato ricoverato mercoledì 13 maggio 2015. Le sue condizioni sono stazionarie.

A Sassari i tre familiari entrati subito in contatto con il volontario rimangono in quarantena, mentre alle dieci persone in autoconfino precauzionale se ne sono aggiunte – hanno anticipato i quotidiani La Nuova Sardegna e L’Unione Sarda – altre quattro del laboratorio di analisi. In particolare si tratta della madre e delle due sorelle dell’infermiere, mentre le altre 16 persone hanno partecipato alle operazioni di trasporto del paziente e al suo controllo nell’ospedale di Sassari: cinque del reparto malattie infettive, tre del 118 e otto del laboratorio di analisi. Tutti dovranno rimanere isolati per 21 giorni e comunicare tempestivamente eventuali sbalzi della temperatura.

Ma nel capoluogo non è la sola novità: è stata avviata infatti anche una inchiesta interna della Asl 1 sulla gestione del paziente al suo arrivo e durante la degenza prima che venisse confermata la presenza del virus. “Chiarire subito se e cosa non ha funzionato nella gestione dell’emergenza”. Lo chiede il microbiologo Filippo Porcu, delegato sassarese del Sindacato dei medici italiani. I suoi colleghi e i tecnici del laboratorio di analisi dell’Asl di Sassari, dove anche lui lavora, sono gli ultimi quattro che si aggiungono ai 13 che da alcuni giorni sono in autoisolamento precauzionale. “Guardiamo con grandissima attenzione all’inchiesta avviata dall’azienda, vogliamo sapere come sono andate le cose”, dice Porcu.

Lieve miglioramento
L’infermiere intanto “ha avuto un modesto miglioramento delle condizioni cliniche generali, è vigileautosufficiente”: non ha febbre, sono quasi scomparsi i sintomi gastrointestinali, rimangono “modesti sintomi respiratori”. La prognosi resta riservata.

L’interrogazione di Forza Italia
Dopo la notizia di altre quattro persone sotto osservazione, Forza Italia ha presentato un’interrogazione in Consiglio regionale per chiedere piena chiarezza su “eventuali falle e responsabilità nella gestione dell’emergenza, ma soprattutto azioni concrete – dicono i primi firmatari Ugo Cappellacci, ex presidente della regione Sardegna, e Ignazio Locci, consigliere regionale – affinché non si ripetano”.

“Con la sicurezza dei cittadini non si scherza – proseguono i due esponenti di Fi – per questo occorre fare piena luce sulla dinamica dei fatti, accertare eventuali omissioni e adottare tutte le cautele necessarie affinché non si ripetano. Proprio perché la priorità è il bene supremo della vita e della salute dei cittadini, che non è certo di sinistra o di destra, non rispondiamo neppure alle solite battute di secondo ordine di qualche frangia del Pd, che tenta di buttarla in polemica politica con argomentazioni false e che non c’entrano nulla per distrarre dal cuore della questione. Se la ‘macchina’ sanitaria non è pronta o non lo è del tutto, si mettano da parte le chiacchiere, i comunicati e le conferenze stampa e si lavori 24 ore su 24 per rimediare”.