“Le impellenti necessità di misure di sicurezza in vista del G7 mi hanno indotto a ripristinare i controlli ai confini con la Germania nel periodo compreso fra il 26 maggio e il 15 giugno 2015”. Inizia così il documento riservato che, il 14 aprile 2015, il ministro dell’Interno tedesco, Karl Ernst Thomas de Maizière, ha inviato al segretario generale del Consiglio dell’Unione europea Uwe Corsepius per comunicargli che Berlino chiuderà le frontiere nel periodo in cui si terrà il summit in programma il 7 e l’8 giugno al castello di Elmau, località turistica immersa nel verde delle Alpi bavaresi, a pochi chilometri dal confine con l’Austria.

La decisione non farà certo piacere alle migliaia di manifestanti che stanno progettando di raggiungere la Baviera per manifestare contro il vertice internazionale, ma soprattutto rischia di trasformarsi in un incubo per i migranti che dall’Italia ogni giorno attraversano illegalmente il Brennero in direzione Monaco.

“La misura si rende necessaria – continua la lettera del ministro federale – per scongiurare i rischi provenienti dal terrorismo islamico, dopo gli attacchi di Bruxelles, Parigi e Copenaghen e per prevenire gravi disordini durante le manifestazioni in programma, come i riot avvenuti a Francoforte il 18 marzo 2015 in occasione dell’inaugurazione della nuova sede della Banca centrale europea”.

Il ministero teme che Monaco, dove si concentreranno le proteste, possa rivivere le scene viste a Milano il primo maggio, quando la Mayday parade fu presa in ostaggio dal blocco nero e trasformata in guerriglia urbana, oppure, due mesi prima, a Francoforte dove si verificarono gravi scontri fra le forze dell’ordine e gli attivisti anty-austerity della marcia Blockupy.

Dal canto suo, il coordinamento “Stop G7”, ha già preparato una settimana di iniziative, dibattiti e manifestazioni. “Noi ci opporremo alla politica dei sette grandi con azioni varie e creative, aperte e decise, con manifestazioni, blocchi e raduni direttamente al castello così come con mega corteo e con il contro-vertice a Monaco”, si legge su un comunicato pubblicato online.

Quello che però preoccupa le autorità tedesche non sono le proteste pacifiche, ma le azioni militari dell’internazionale nera: i ripetuti blitz che hanno devastato il capoluogo lombardo messi in atto dai gruppi informali provenienti da Italia, Francia, Spagna, Grecia e Germania. E la sospensione temporanea del trattato di Schengen mira a depotenziare la partecipazione europea ai probabili incidenti che vedranno protagonisti l’ala radicale del movimento tedesco.

I controlli, fa sapere Berlino, saranno concentrati lungo il confine con l’Austria, in particolare sull’asse del Brennero, la direttrice che collega Verona a Innsbruck e poi Monaco superando due frontiere. La stessa che, ormai da mesi, viene attraversata quotidianamente da centinaia di immigrati sbarcati sulle nostre coste e diretti in Germania.

Come ha documentato il fattoquotidiano.it, Bolzano è la stazione nella quale si concentrano i migranti dopo essere riusciti a scappare dalle strutture d’accoglienza italiane. Monaco è a poche ore di treno e i controlli sono tutt’altro che severi, perché in Italia le leggi sull’immigrazione, quando si sta lasciando il Paese, valgono molto meno. L’ideale per chi viaggia senza nessun tipo di documento.

Ma con la sospensione degli accordi di Schengen la situazione potrebbe cambiare radicalmente. Sì, perché con la chiusura della direttrice del Brennero, le centinaia di persone che arrivano in Alto Adige per poi scomparire in poche ore saranno rimpatriate in Italia dalle autorità tedesche. La polizia è già in allarme perché non ha uomini, mezzi né strutture per far fronte alla crescita esponenziale del numero di immigrati. “A Bolzano fra Polfer e ufficio immigrazione siamo una trentina in tutto”, spiega Fulvio Coslovici, poliziotto e sindacalista del Coisp che annuncia: “Anche l’Austria sta prevedendo di incrementare i controlli alla frontiera stradale e ferroviaria”.

Insomma quello che fino a oggi è stato un passaggio quasi sicuro, dal 26 maggio potrebbe chiudersi improvvisamente ed è per questo che il sindacato di polizia chiede misure urgenti per gestire il flusso di immigrati che potrebbe gonfiarsi improvvisamente. “Fino ad oggi, il personale ha dovuto accontentarsi di soluzioni tampone non certo sufficienti a gestire l’emergenza che si verificherà nel giro di pochi giorni”.