Alla chiusura della 70° Festa de l’Unità nazionale a Bologna, un gruppo di insegnanti precari ha contestato Matteo Renzi e la sua riforma della “Buona Scuola”. Al termine del discorso di chiusura del premier quattro insegnanti sono riusciti a parlare con lui. “La distanza è però rimasta immutata – spiega al FattoTv Giovanni Cocchi, insegnante bolognese che ha partecipato al faccia a faccia – e non può essere accorciata da un colloquio, ma solo da fatti concreti”. L’insegnate rilancia sullo sciopero della scuola del 5 maggio contro la riforma del governo: “Visto che Renzi ha una moglie insegnante, gli abbiamo chiesto cosa c’è che non va con le assunzioni tramite concorso, rispetto alla chiamata diretta da parte del preside, come sostiene la sua riforma”. E il premier li avrebbe rassicurati. “Ci ha detto – spiega Cocchi – che sarebbe già stato approvato un ementamento che ridà il potere di assunzione ai consigli di istituto. Ma è una cosa che a noi non risulta”. Poi Cocchi conclude: “Ho ricordato a Renzi che lui ha giurato sulla Costituzione e, quindi, sulla libertà di insegnamento”  di David Marceddu